27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 06:31:38

Cronaca

“La Concordia a Taranto”, Vendola scrive al Premier Renzi

“Il Governo valuti ogni possibile iniziativa a sostegno”. Il Governatore ha scritto anche a tutti i parlamentari pugliesi


“Chiedo al Presidente Matteo Renzi di voler valutare ogni possibile iniziativa del Governo a sostegno della candidatura del porto di Taranto come sede finale dell’opera di smontaggio della nave da crociera Concordia, restando a disposizione anche al fine di verificare, d’intesa con l’Autorità Portuale e con i Dicasteri competenti, la eventuale necessità di adeguamenti infrastrutturali dello scalo jonico cui potrebbe concorrere la Regione Puglia”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola in una lettera che questa mattina ha inviato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Lo rende noto un comunicato diffuso dalla Regione Puglia.

“Tra le diverse candidature in discussione – ha scritto Vendola – sottopongo alla Sua attenzione quella del porto di Taranto ed in particolare della zona compresa nella rada di mar Grande”, sottolineando come “non sfuggono le molteplici implicazioni di ordine economico ed occupazionale che tale eventualità potrebbe determinare su un territorio drammaticamente toccato dalla crisi del più grande polo siderurgico d’Europa”.

Il Presidente Vendola ha scritto anche a tutti i parlamentari pugliesi, informandoli dell’iniziativa intrapresa e invitandoli a sostenere la candidatura del Porto di Taranto, nei modi e nei tempi che riterranno opportuni.

Questo il testo integrale della lettera aperta inviata dal Governatore pugliese Nichi Vendola al Premier Matteo Renzi.

«Nei prossimi giorni sarà individuato il sito dove procedere alla demolizione della nave da crociera Concordia. Si tratterà di una scelta di natura privata, cui – tuttavia – concorrerà con suo specifico indirizzo il Governo da Lei presieduto.

Tra le diverse candidature in discussione, sottopongo alla Sua attenzione quella del porto di Taranto ed in particolare della zona compresa nella rada di mar Grande.

La profondità dei fondali (che registrano ad oggi un pescaggio utile di 25 mt); la presenza dei bacini navali di cui è dotato l’Arsenale Militare del porto; la disponibilità a ridosso dell’area di un cantiere a mare di oltre 35.000 mq di aree libere adeguate ad ospitare le esigenze logistiche del cantiere di demolizione; la presenza già in loco di apparecchiature di sollevamento e trasporto  da utilizzare per la movimentazione delle parti demolite, costituiscono tutti elementi che rendono  il porto di Taranto particolarmente idoneo  per le attività da svolgere, se non il più adeguato a livello nazionale.

La scelta di compiere tale delicata operazione di smantellamento all’interno dei nostri confini nazionali, evitando di  rivolgersi a strutture estere, costituirebbe inoltre un motivo di più ampio riconoscimento  sulla scena internazionale della  capacità industriale del nostro Paese.

La scelta del porto di Taranto apparirebbe estremamente fondata ove ci si fermi ad aspetti di ordine esclusivamente tecnico.
E, tuttavia, non sfuggono le molteplici implicazioni di ordine economico ed occupazionale che tale eventualità potrebbe determinare  su un territorio drammaticamente toccato dalla crisi del più grande polo siderurgico d’Europa.

Alle ricadute economiche bisognerebbe aggiungere quelle più rilevanti che riguarderebbero il ritorno ad una condizione di speranza e di fiducia delle popolazioni locali le quali, in virtù di tale concreto segnale di attenzione da parte delle istituzioni nazionali, potrebbero tornare ad intravedere un futuro diverso e soprattutto svincolato dai destini del siderurgico.

Pertanto, Le chiedo di voler valutare ogni possibile iniziativa del Governo a sostegno della candidatura del porto di Taranto come sede finale dell’opera di smontaggio della nave da crociera Concordia. 

Sono a Sua disposizione anche al fine di verificare, d’intesa con l’Autorità Portuale e con i Dicasteri competenti, la eventuale necessità di adeguamenti infrastrutturali dello scalo jonico cui potrebbe concorrere la Regione Puglia».

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