18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 17:16:45

Cronaca

“Entro una settimana lasciamo gli ex Baraccamenti Cattolica”

La decisione dopo l’ordinanza di sgombero. “Non è una resa”


Si fa fagotto. E si va via. Il tempo di raccogliere le non poche attrezzature accumulate negli ultimi tre mesi e i ragazzi di Officine Tarantine lasceranno gli ex Baraccamenti Cattolica.

Hanno deciso di andar via, ma la loro non è una resa, evidenziano. Lasceranno la struttura di via Di Palma occupata a novembre e diventata un po’ la ‘loro’ dopo che ieri sono stati raggiunti dall’ordinanza di sgombero. Ma al Comune continuano a chiedere spazi.
L’annuncio lo affidano ad una nota stampa; ormai il loro caso è conosciuto dalla città che ne ha seguito la vicenda sfociata nelle scorse settimane nel tentativo di sgombero andato a vuoto. E’ seguito il corteo dei ‘ragazzi’ che hanno denunciato l’assenza del Comune. E, infine, la decisione che chiude il capitolo, ma non la storia.

“Le Officine Tarantine, preso atto dell’ordinanza di sgombero ricevuta nella giornata di ieri e dopo essersi riunite in assemblea, hanno deciso di lasciare gli ex Baraccamenti Cattolica entro una settimana a partire da oggi. La tempistica – si spiega nella nota –  è dovuta al fatto che essendo numerose le donazioni ricevute dei cittadini (intese sotto forma di materiale, attrezzature varie), riteniamo necessario portare via tutto quello che è stato realizzato in oltre tre mesi di attività. La decisione di uscire pacificamente dagli ex Baraccamenti Cattolica è precisa volontà delle Officine, in quanto si vogliono evitare inutili scontri con le forze dell’ordine peraltro mai perseguiti da tutti coloro che in questi mesi hanno aderito a questa partecipazione sociale e collettiva di riappropriazione di luoghi della città sottratti alla cittadinanza per decenni per motivi a tutt’oggi incomprensibili".

"Il nostro è un atto di responsabilità sociale – evidenziano dal gruppo – non certo di resa al comportamento delle istituzioni che continuano a perseguire irresponsabilmente la via della repressione, invece di cercare il dialogo con le Officine e offrire alla cittadinanza una reale progettualità per gli spazi di cui questa città ha assolutamente bisogno”.

La palla la passano al Comune, chiedendo all’amministrazione “di trovare immediatamente uno o più spazi che possano soddisfare le nostre esigenze”.

 

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