22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

“Fare il commerciante è diventato troppo pericoloso”

L'ira della Confcommercio dopo gli ultimi episodi che hanno messo a rischio la vita di alcuni negozianti


I commercianti sono stanchi di essere considerati il bancomat della malavita. Un mestiere che è diventato davvero troppo pericoloso. 

«Due rapine a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. I commercianti di  Martina Franca ripiombano nella morsa della paura. Dopo la rapina a mano armata di sabato sera in piazza Carmine, i rapinatori sono tornati a colpire, armi in pugno, per poche centinaia di euro, mettendo a serio rischio la vita stessa della vittima e degli eventuali avventori del negozio. Infatti,  il negoziante, che ha tentato di reagire, è stato colpito con il calcio della pistola, fortunatamente in modo lieve».

E' quanto si legge nella nota diffusa dalla Confcommercio di Taranto.

«Episodi – prosegue la nota – che riportano alla mente il livello di timore e di tensione che si diffuse mesi fa tra i commercianti di Martina Franca, fatti oggetto di una serie di episodi delinquenziali ai danni di imprenditori.  Si tratta di comprendere se tra i due fatti di questi ultimi giorni vi è un legame  e se si tratta di soggetti decisi a tutto, pur di portare a casa il frutto dell’azione delittuosa. Quanto accaduto a Martina Franca, deve far riflettere su il livello di sicurezza delle nostre città, e addirittura dei centri storici, come nel caso della rapina avvenuta alle 17.00, praticamente tra la gente. E’ importante che le forze dell’ordine assicurino il controllo del territorio e che garantiscano il livello di sicurezza delle aree urbane e delle attività che in esso operano, ultimamente esposte purtroppo ad una nuova ondata di atti criminosi  e di attività illecite – organizzate e non- come anche testimoniato dai 21 arresti di martedì, del giro di usura. Non è possibile che fare il commerciante sia divenuto uno dei lavori più difficili (per la crisi e le tasse) e più rischiosi». 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche