14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Cronaca

Griffe false, sequestro al porto

In due container sono state trovate oltre cinquemila paia di scarpe dai marchi contraffatti per un valore di circa duecentomila euro


TARANTO  – Scarpe contraffatte. Nuovo sequestro al porto.
Nei giorni scorsi le fiamme gialle tarantine e l’agenzia delle Dogane hanno posto i sigilli a due container provenienti dall’India contenenti circa cinquemila paia di scarpe recanti i segni distintivi di note aziende come “Zara”, “March Hero”, “Conbipel” e “Tamaris”.
Marchi chiaramente contraffatti.
La merce sequestrata, per un valore commerciale di oltre duecentomila euro, era contenuta nei due container che dall’India erano destinati ad un’azienda del leccese.
Le perizie tecniche prodotte dai titolari dei marchi hanno confermato la contraffazione, ritenendola idonea a generare confusione ed indurre in errore i consumatori. Il rappresentante legale della società importatrice è stato denunciato all’autorità giudiziaria per i reati di “contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali”, “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” e “vendita di prodotti industriali con segni mendaci”.
L’attività operativa è stata condotta con l’ausilio del Sistema Informatico Anti-Contraffazione (S.I.A.C.). Un progetto, finanziato dalla Commissione Europea con i fondi riservati al Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo 2007/2013” è affidato dal Ministero dell’Interno alla Guardia di Finanza.
L’iniziativa, attiva dal primo gennaio scorso, si pone essenzialmente l’obiettivo di consentire una più completa e mirata attività di analisi di rischio nel contrasto all’industria del falso.
Le Fiamme Gialle e l’Agenzia delle Dogane continuano incessantemente la lotta per un mercato libero dai materiali contraffatti e pericolosi, nonché per il rispetto del basilare principio di una concorrenza leale, mentre è evidente che gli articoli contraffatti, che possono contare su un prezzo minore grazie alla pessima qualità dei materiali impiegati, spesso dannosi alla salute, inquinano fortemente il mercato, già in ginocchio per i noti riflessi della crisi.

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