Cronaca

Florido, Stefàno e il giallo del mancato parere dell’Arpa


TARANTO – Come mai nessuno ha chiesto un parere tecnico all’Arpa sulla nuova centrale Eni e sul progetto Tempa Rossa? Domanda da un milione di dollari. L’interrogativo però desta più di qualche perplessità anche alla luce di quanto avvenuto due giorni fa a Punta Rondinella. Una chiazza nera, lunga quasi 100 metri, ha fatto capolino nei pressi di uno scarico di acque di raffreddamento degli impianti dell’Eni. Sul posto si sono fiondati i tecnici dell’Arpa, la Capitaneria di Porto e gli operatori della Ecotaras, una società che si occupa delle bonifiche in mare. Secondo Maria Spartera, direttore del servizio territoriale del dipartimento Arpa di Taranto, “si tratta di idrocarburi provenienti probabilmente dalla Raffineria Eni”.

In questi casi il condizionale è d’obbligo ma i campionamenti effettuati dagli esperti dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale chiariranno in via definitiva le responsabilità dello sversamento in Mar Grande. La richiesta di chiarimenti avanzata dal sindaco Stefàno per chiedere “alle autorità competenti e a quanti intervenuti sul posto, la natura delle sostanze rilevate, al fine di consentire di poter provvedere agli opportuni adempimenti” appare quantomai tardiva anche perchè a questo punto sarebbe il caso di analizzare (oltre alla chiazza nera) i progetti messi in campo dall’Eni. Magari sarebbe il caso di chiedere un parere all’Arpa sia sulla nuova centrale che su Tempa Rossa. Anche perchè appare alquanto strano che ai tecnici, chiamati ad intervenire su delle prescrizioni stilate dagli Enti locali, non sia stato chiesto alcun parere in merito a questi progetti. Ciò che lascia stupefatti è anche la capacità dei nostri amministratori di sedersi al tavolo con i vertici dell’Eni e trattare su delle compensazioni ambientali (ridicole) per due progetti che messi insieme si aggirano sui 500-600 milioni di euro. Nel corso del summit che si è tenuto qualche giorno fa a Palazzo di Città, il sindaco Stefàno ed il presidente della Provincia Gianni Florido hanno chiuso un accordo con l’Eni che prevede metanizzazione e fotovoltaico sui tetti delle scuole, la riambientalizzazione di Punta Rondinella (sì, proprio la zona in cui è apparsa la chiazza nera). Il tutto per una cifra che si aggira attorno ai 3 milioni di euro. Ovvero la metà di quanto assicurato dalla Consulta per lo Sviluppo presieduta da Florido: l’1% di royalties per Tempa Rossa, nuova centrale e raddoppio Cementir. Dunque, si continua a trattare, per ottenere solo le briciole, senza considerare l’utilità di una parere tecnico dell’Arpa. Addirittura il sindaco Stefàno, forse dimenticandosi dell’esistenza dell’Arpa, lo scorso ottobre ha inviato una lettera per chiedere un parere in merito alla nuova centrale Eni al preside della Facoltà di Ingegneria di Taranto prof. Giorgio Andria, alla professoressa Mariangela Vigotti del Cnr Ifc di Pisa, al responsabile dell’Istituto Ricerche Combustione del Cnr di Napoli, al responsabile della sezione provinciale dell’Arpa di Ferrara, al professor Salvatore Passarella della Facoltà di agraria dell’Università del Molise e alla dottoressa Bice Previtera del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Ancona. Quindi, il primo cittadino, si è addirittura rivolto all’Arpa di Ferrara dribblando la competenza, sulle questioni attinenti il nostro territorio, dell’Arpa di Taranto e di Puglia. Una richiesta forse caduta nell’oblio visto che, dei pareri degli esperti chiamati in causa da Stefàno, non v’è traccia.

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