19 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2021 alle 06:44:14

Cronaca

Omicidio a Paolo VI, Motolese ucciso dal figlio

Il ragazzo ha confessato ai carabinieri di aver sparato al padre perché maltrattava la madre. Recuperata l’arma del delitto


TARANTO – Risolto a tempo di record, dai carabinieri, l’omicidio di Cosimo Motolese, avvenuto ieri sera a  Paolo VI. 

I carabinieri hanno fermato il figlio della vittima, Eneo, di vent’anni, che ha confessato di aver ammazzato il padre perchè maltrattava la madre. I militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Taranto, diretti dal tenente colonnello Giovanni Tamborrino, dai capitani Fabio Bianco e Carmine Mungiello e dal tenente Pietro Laghezza, dopo l’agguato hanno immediatamente indirizzato le indagini sia nel mondo della malavita locale che nella vita privata della vittima.

Hanno ascoltato numerose persone e ha destato particolare interesse la ricostruzione dei fatti, non convincente, fornita dal figlio dell’uomo, Eneo, già noto alle forze dell’ordine, il quale, dopo un lungo interrogatorio tenuto dinanzi al pm, dr.ssa Giovanna Cannarile, nella caserma di Viale Virgilio, è crollato ammettendo le proprie responsabilità. Il giovane ha riferito che era esasperato dai comportamenti aggressivi subiti dalla madre ad opera del padre.

Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato l’arma utilizzata nell’agguato, una pistola semiautomatica calibro 45,  marca Colt con matricola limata. Il ragazzo la aveva  nascosta in un terreno incolto del quartiere, poco distante dall’abitazione della vittima e vicino alla facoltà di Ingegneria.

Gli investigatori dell’Arma hanno repertato i 4 bossoli e sequestrato i capi di abbigliamento indossati dal 20enne durante l’omicidio, alcuni dei quali sono macchiati di sangue. Eneo Motolese è stato condotto nel carcere di via Magli a disposizione del gip che nelle prossime ore dovrà tenere l’udienza di convalida del fermo. Cosimo Motolese, 54enne che in passato è stato vicino al clan Modeo e che era uscito dal carcere da poche settimane,  è stato ammazzato intorno alle 20.30 di ieri proprio davanti alla sua abitazione situata in via della Liberazione, alle spalle della Corte d’Appello.

E’ stato raggiunto da quattro colpi di pistola calibro 45 che lo hanno centrato al capo e alla spalla. Soccorso dai sanitari del 118 intervenuti sul posto, è stato trasportato  all’ospedale “Ss. Annunziata”  ma è deceduto a circa un’ora dal ricovero. Nel pomeriggio di oggi il medico legale Marcello Chironi eseguirà l’autopsia.

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