Cronaca

Parte la rivolta di pescatori e camionisti


TARANTO – Barche in banchina e tir fermi. Esplode in riva allo Ionio la protesta che vede insieme pescatori e autotrasportatori. E si preannunciano giorni difficili ed effetti a catena. “La marineria tarantina è i sciopero, e lo sarà ad oltranza finché non ci sarà qualche notizia positiva” dice Emilio Palumbo, presidente della Agci Taranto. I pescatori tarantini stamattina hanno dato vita ad una manifestazione in piazza Fontana.

Il punto in comune con i camionisti è l’aumento del prezzo del gasolio che fa impennare i costi e abbassare i guadagni. E se stamattina i manifestanti hanno ottenuto un incontro con Stefàno, strappandogli anche l’impegno a farsi portavoce delle loro rivendicazioni in quel di Roma, dove il sindaco sarà lunedì insieme agli amministratori del mezzogiorno, gli sguardi sono rivolti ai regolamenti comunitari accusati di non tenere conto delle specificità locali. Tempi duri per i pescatori che oggi hanno deciso di iniziare lo sciopero. “Da oggi, ufficialmente, i pescatori tarantini sono in sciopero”. 150 le imbarcazioni che sono ferme, fa sapere il presidente Agci. Lunedì ci saranno altre iniziative, come quella prevista per mezzogiorno in Provincia. Costi in crescita e redditi sempre più leggeri: alla base della mobilitazione c’è anche “il nuovo sistema di controlli e sanzioni,” ritenuto vessatorio nei confronti dei pescatori, i nuovi rialzi del prezzo del gasolio e l’introduzione della tassazione Iva sul gasolio. A “creare forte disagio fra gli operatori” e a generare la “situazione di rottura con la dichiarazione dello stato di agitazione della categoria” anche la riduzione dei benefici fiscali e previdenziali. Un’iniziativa congiunta vedrà insieme ai pescatori gli autotrasportatori tarantini, pronti a presidi ed assemblee. L’iniziativa è stata assunta dal coordinamento provinciale di “Trasporto Unito” che ha già comunicato a prefetto e digos il programma del fermo delle attività a partire dalla notte tra domenica e lunedì per proseguire fino alla mezzanotte di venerdì 27. Presidi ed assemblee saranno effettuati sulla statale 106 (altezza raffineria), sulla SS7 (all’altezza dell’Ilva) sulla 7 ter e, sempre sulla 106, allo svincolo per l’area portuale. Durante il fermo saranno assicurati i servizi minimi, le emergenze e non ci saranno blocchi per le attività di chi non aderisce alla manifestazione.

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