27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 20:41:00

Cronaca

Condannato a 12 anni, scarcerato Giuseppe Florio

"Il Dottore" esce dal carcere in attesa del processo d’appello


TARANTO – Il ‘dottore’ esce dal carcere. Arresti domiciliari per Giuseppe Florio, il presunto leader del sodalizio criminoso sgominato dalla maxi operazione Scarface, condannato a 12 anni di reclusione.

E’ quanto deciso ieri dal Tribunale della Libertà, che ha accolto l’istanza presentata dai legali di Florio, assistito da un pool composto dagli avvocati Emidio Attavilla, Luigi Danucci e Luigi Esposito.

Come detto, il nome di Florio, laureato in Giurisprudenza, è legato a doppio filo alla gigantesca retata che nell’ottobre del 2010 fu scandita dall’esecuzione di 46 ordinanze di custodia cautelare.

Un terremoto, perchè gli inquirenti ritennero che ad essere messa sotto scacco fosse stata la nuova mafia tarantina, quella emersa dopo il tramonto dei clan storici.

Posizione apicale, secondo la Dda, proprio quella di Peppe Florio. Boss atipico, in realtà: colto, di buon eloquio, amante dei bei vestiti e del vivere bene, sarebbe stato anche mediatore tra le varie anime della mala locale, e sostenitore di una sorta di ‘pacificazione’, meno sangue e più business.

Il processo in cui è sfociata la ciclopica operazione, ribattezzata Scarface in onore del celebe film di Brian De Palma sull’ascesa e la caduta del re della mala Tony Montana, ha consegnato in realtà un’immagine più sfumata di Florio. Non a caso, a fronte della richiesta di condanna a 18 anni di carcere chiesta dall’accusa, ne sono “arrivati” 12. Perchè a franare sotto i colpi del folto collegio difensivo della pletora di imputati fu il concetto-cardine dell’inchiesta, la ‘mafiosità’. Quella colpita dai vari mandati di cattura era sì un’associazione per delinquere, ma non di stampo mafioso. Ed a Florio venne riconosciuto un ruolo di vertice per una sola branca del sodalizio, quella delle truffe agli istituti di credito. Ad ogni buon conto, accusa e difesa torneranno a confrontarsi nel prossimo processo d’appello. Mentre incombono i ‘fine pena’ ed i benefici previsti dalla legge per i boss della vecchia guardia, quelli arrestati e condannati dopo la grande guerra di mala e di mafia che scandì gli ultimi anni del secolo scorso. 

Un passaggio che viene monitorato con il massimo dell’attenzione possibile da parte delle forze dell’ordine, che studiano le necessarie contromisure.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche