28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 11:48:46

Cronaca

“Caro Premier, mercoledì venga in una scuola ai Tamburi”

Lettera-appello di Legambiente al Capo del Governo Matteo Renzi che è annunciato a Bari per il 5 marzo


Legambiente Taranto scrive a Renzi: mercoledì non vada solo a Bari, ma venga a Taranto a visitare una scuola dei Tamburi.

Dall'associazione un appello affinché questa città abbia uno scatto unitario e chieda, tutta insieme, al Capo del Governo di dare immediata attuazione a quella che è una legge dello Stato e approvare il Piano Ambientale per l'Ilva.

«Il destino di Taranto – scrive Legambiente – merita perlomeno la stessa attenzione del possibile default di Roma: questa città deve trovare la forza di esigere, unita, pur nella diversità di opinioni, il rispetto che le spetta».

«Abbiamo appreso dai mezzi d'informazione – si legge nella nota di Legambiente – che il Presidente del Consiglio dei Ministri sarà a Bari mercoledì 5 marzo per visitare una scuola, abbiamo scritto al Capo del Governo chiedendogli di: trovare il tempo di venire mercoledì anche a Taranto, a visitare una delle scuole situate a ridosso dell'Ilva, a parlare con chi le "abita" tutti i giorni: alunni, docenti, personale amministrativo, dirigente, e farsi raccontare che significa fare scuola a pochi passi dallo stabilimento siderurgico».

Al Premier è stato chiesto anche di «Porre in atto tutto quanto sia necessario ad arrivare all'emanazione del decreto, e quindi all'approvazione del Piano, nei giorni che ci separano da mercoledì e di venire a Taranto a dare la notizia ai ragazzi che vanno a scuola a ridosso dell'Ilva: sarebbe, per loro e per tutta la città, il segno che qualcosa sta cambiando, che il tempo delle proroghe e dei rinvii è finito».

Ecco il testo integrale della lettera a firma di Lunetta Franco, Presidente di Legambiente Taranto:

«Gentile Presidente, 

i mezzi d’informazione riportano la notizia che il Presidente del Consiglio dei Ministri sarà a Bari mercoledì 5 marzo per visitare una scuola.

Le chiediamo di trovare il tempo di venire mercoledì anche a Taranto, a visitare una delle scuole situate a ridosso dell’Ilva, a parlare con chi le “abita” tutti i giorni: alunni, docenti, personale amministrativo, dirigenti, e farsi raccontare che significa fare scuola a pochi
passi dallo stabilimento siderurgico.

Crediamo sia un atto dovuto: il 28 febbraio è infatti scaduto il termine entro cui avrebbe dovuto essere emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con cui rendere operativo il Piano delle misure e delle attivita' di tutela ambientale e sanitaria, e,
conseguentemente, fissare le azioni e i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell'A.I.A. rilasciata all’Ilva di Taranto.

Si tratta, come certamente saprà, di un termine già prorogato rispetto a quello originariamente previsto e stabilito dal decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136 approvato con la legge di conversione 6 febbraio 2014, n. 6. Ogni giorno che passa senza che il Piano sia approvato, ogni ulteriore proroga, suona come uno schiaffo dato ad una città duramente segnata da anni di inquinamento e che ha
pagato un pesante tributo di malati e di morti.

Le chiediamo perciò di porre in atto tutto quanto sia necessario ad arrivare all’emanazione del decreto, e quindi all’approvazione del Piano, nei giorni che ci separano da mercoledì e di venire a Taranto a dare la notizia ai ragazzi che vanno a scuola a ridosso dell’Ilva:
sarebbe, per loro e per tutta la città, il segno che qualcosa sta cambiando, che il tempo delle proroghe e dei rinvii è finito».

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