18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Cronaca

L’accusa: l’omicidio-Motolese fu premeditato

Il gip ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del ventenne che a Paolo VI ha ammazzato il padre


Agguato mortale a Paolo VI: il gip, dottoressa Valeria Ingenito, ha emesso nei confronti di Eneo Motolese una ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio premeditato.

Il ventenne che ha confessato di aver ammazzato il padre Cosimo, stamattina, assistito dall’avvocato Fabio Nicola Cervellera è comparso dinanzi al giudice.

Il ragazzo, fermato dai carabinieri, ha ammesso le sue responabilità confermando ciò che aveva dichiarato dinanzi al pm, dott.ssa Giovanna Cannarile e cioè di aver ucciso il padre perchè maltrattava la madre.

Erano stati i militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Taranto, dopo l’agguato a colpi di pistola avvenuto giovedì sera a Paolo VI, a fermare il figlio della vittima .

Eneo, 20enne già noto alle forze dell’ordine, dopo un lungo interrogatorio tenuto nella caserma di Viale Virgilio era crollato ammettendo le proprie responsabilità. Aveva riferito che era esasperato dai comportamenti aggressivi mostrati dal padre nei confronti della madre.

I carabinieri del comando provinciale avevano poi rinvenuto l’arma utilizzata per il delitto, una pistola semiautomatica calibro 45,  marca Colt. Il giovane subito dopo l’omicidio  la aveva nascosta in un terreno incolto, poco distante dalla sua abitazione. Gli investigatori dell’Arma avevano repertato quattro bossoli e sequestrato gli abiti indossati dal giovane. Erano ancora macchiati di sangue.

Il padre Cosimo, un 54enne che in passato è stato vicino al clan Modeo e che era uscito dal carcere di recente, era stato freddato giovedì sera proprio davanti alla sua abitazione situata in via della Liberazione. Era stato centrato da quattro colpi di pistola calibro 45 al capo e alla spalla.

Soccorso dai sanitari del 118 era stato trasportato all’ospedale “Ss. Annunziata” ma era deceduto a un’ora dal ricovero.

I carabinieri avevano concentrato l’attenzione  ul figlio della vittima e lo avevano fermato a tempo di record. Dopo il provvedimento restrittivo firmato dal giudice ora si attendono le mosse della difesa.

 

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