20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

Blocco dei camion. Benzinai a secco

TARANTO – La protesta dei forconi della Sicilia sbarca anche sulle strade tarantine. Dalle prime ore di oggi i tir sono fermi sulle principali vie di accesso al capoluogo ionico e si cominciano a registrare già i primi problemi legati al rifornimento di carburante e generi alimentari. Decine di tir hanno attivato i presidi sulla statale 106 (all’altezza della Raffineria e allo svincolo per l’area portuale), sulla statale 7 (davanti alla portineria A dell’Ilva) e sulla SS 7ter (allo svincolo per Statte), sulla SS 100 nella zona di San Basilio tra Massafra e Mottola e sulla circonvallazione di Manduria.

Il traffico non viene bloccato, ma l’occupazione di parte della careggiata sta creando disagi alla viabilità e rallentamenti. Per questo tutte le pattuglie della Polizia Stradale sono impegnate a monitorare e a gestire il traffico. La crisi economica, l’aumento dei costi soprattutto del gasolio e dei pedaggi autostradali, nonchè il mancato riconoscimento dei costi minimi necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori e degli utenti della strada, ha mosso anche il coordinamento provinciale del Trasporto Unito a manifestare. Il fermo delle attività è previsto fino a venerdì prossimo, ma già stamattina si registravano i primi intoppi al rifornimento. La stazione di servizio “Erg” su via Atenisio è rimasta a secco di gasolio ed il rischio è che anche altri benzinai presto si trovino con i serbatoi vuoti. L’allarme viene lanciato dal presidente provinciale dei gestori carburanti stradali, Paolo Castellana: “Il blocco di raffinerie e depositi è avvenuto dopo il week end e quindi è molto probabile che, nell’arco della giornata, le scorte di gasolio termineranno a Taranto e provincia. Non so quanto durerà questo sciopero, ma se dovesse continuare nelle giornate di domani e di mercoledì il pericolo è che anche la benzina possa terminare”. Ma anche gli scaffali dei supermercati cominciano a svuotarsi. Il segnale della Coldiretti è chiaro: “Con l’86% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo sciopero dei tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come il latte, la frutta e la verdura”. Come è già successo in Sicilia, se non si tornerà presto alla normalità, gli effetti si faranno presto sentire con gravi danni per le aziende agricole, per il commercio e per i consumatori. L’ulteriore rischio riguarda gli effetti speculativi sui prezzi.

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