23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Gianni Pittella: Ilva, dossier europeo

Il vicepresidente del Parlamento Europeo a tutto campo dalla svolta “socialista” di Renzi al dramma del lavoro e della guerra


In città per un convegno all’Università dal titolo “Lezione per una nuova Europa”, l’on. Gianni Pittella è raggiante: solo pochi giorni fa il suo nuovo segretario, Matteo Renzi, ha iscritto il Pd nel gruppo del Partito Socialista Europeo, e lui che socialista lo è dalla culla, ora si sente di nuovo a casa.

Una vita spesa a sinistra, dai giovani socialisti al Pd che oggi, finalmente aderisce al Pse. Lei, che a quegli ideali ed a quei valori e’ sempre rimasto fedele con la coerenza che tutti le riconoscono, ha condiviso la scelta di Renzi?
“Forse era destino dover attendere un giovane di provenienza cattolica per convincere la sinistra italiana a buttare il cuore al di là dell’ostacolo ed aderire finalmente alla grande famiglia dei socialisti europei. E’ la scelta giusta e soprattutto strategica non solo per il Pd ma per l’Italia. Solo facendo parte del Pse potremo incidere profondamente sulle scelte che influenzeranno le prossime decisioni del Parlamento europeo. Restare fuori, avrebbe significato rilegarsi ai margini in una posizione di solitudine e inettitudine”.

In questi giorni spirano drammatici venti di guerra a causa della crisi in Ucraina. Che ruolo può e deve avere il Pse in una prospettiva di distensione con la Russia?
“Il Pse è una grande forza capace di influire sulle scelta a livello europeo e dei singoli Paesi. Il ruolo che l’Europa su spinta del Pse deve giocare nella crisi Ucraina é quello di una grande potenza politica e diplomatica capace di aprire un tavolo negoziale con gli Usa e la Russia e che abbia come fine ultimo quello di preservare il diritto all’integrità territoriale dell’Ucraina. Un Paese che, al di lá della questione Crimea, ha estremo bisogno di sostegno finanziario da parte dell’Ue e del Fmi. Un Paese che rischia la bancarotta e che deve essere accompagnato a nuove elezioni democratiche. L’Ucraina non può essere lascia sola. Va percorsa ogni strada negoziale con Mosca. Solo dopo si potrà pensare ad eventuali sanzioni”.

Dall’estero all’Italia, il governo Renzi si appresta a confrontarsi con i problemi del Paese, a cominciare da quelli economici. Gli ultimi dati descrivono una situazione allarmante, dove un giovane su due è disoccupato o inoccu-pato. E’ giusto, per lei, sforare i parametri sul debito ed abbattere il cuneo fiscale come prime ricette per rilanciare economia ed occupazione?
“L’Italia ha dimostrato a Bruxelles di aver svolto i compiti a casa in termini di sostenibilità dei conti pubblici. E altre riforme il governo Renzi metterà certamente a segno. É impensabile però proseguire sulla strada dell’austerità. Dobbiamo ridurre il peso su aziende e lavoratori, sapendo che comunque per far ripartire l’economia occorre attrarre investimenti capaci di creare nuovi posti di lavoro e soprattutto nuove prospettive per i giovani. La grande sfida é quella di riportare in Italia i tanti giovani che hanno portato altrove, specializzandosi, il loro capitale umano. Ma per fare questo, deve esserci una prospettiva concreta in Italia”.

Lei viene a Taranto, nella città dell’Ilva. Un problema italiano o un problema europeo?
“Innanzitutto é un problema di salute per i tanti tarantini ai quali va garantito il diritto alla vita. Chi negli anni ha sbagliato deve pagare. Appurate le responsabilità, ripristinato il diritto alla salute, si pone poi il grande tema non solo italiano ma direi planetario della convivenza tra industria e cittadinanza, tra sviluppo e territorio. Grandi dossier come quello Ilva esistono anche in Europa. E alle best practice comunitarie dobbiamo guardare per evitare in futuro i disastri provocati dall’Ilva con le gravi ripercussioni in termini occupazionali”.

L’altra notte la Grande Bellezza di Sorrentino ha vinto l’Oscar raccontando una Roma e una Italia particolare. Secondo lei è davvero quello descritto nel film il nostro Paese?
“Devo essere sincero, ancora non ho avuto la possibilità di vedere il film. Intanto godiamoci il grande successo agli Oscar. L’Italia e in particolare il nostro Sud hanno nel sangue il significato più profondo della bellezza. Noi siamo creatori ed esportatori di bellezza. Quando riusciamo a raccontarla, i risultati sono conseguenti”.

Michele Mascellaro
Direttore Responsabile

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