Cronaca

Allarme scommesse illegali, Taranto maglia nera regionale

Dati preoccupanti emersi nel corso di un convegno tenutosi a Bari. Numeri da capogiro per un business che non conosce la crisi


Un business floridissimo, ma che rischia di essere strozzato dall’illegalità. e Taranto è in prima linea. Dati allarmanti quelli diffusi a Bari durante un incontro cui hanno partecipato, tra gli altri, Massimo Passamonti e Giovanni Emilio Maggio, rispettivamente presidente e vicepresidente di Sistema Gioco Italia (l'associazione di Confindustria che rappresenta i concessionari del gioco d’azzardo), Rachele Cantelli, direttore dell’ufficio regionale pugliese dell’Agenzia Dogane e Monopoli, e il colonnello Massi-miliano Tibollo comandante del gruppo Bari della Guardia di Finanza.

Nel 2013 in Puglia sono aumentati i punti vendita autorizzati per la raccolta delle scommesse (723 rispetto ai 590 del 2012, con un incremento del 22.5%) ma, parallelamente, è cresciuto il numero di quelli privi di autorizzazione (924 rispetto ai 560 del 2012, il 65% in più). La media regionale è di 13 punti vendita illegali ogni 10 legale, con punte di due negozi illegali per ogni esercizio autorizzato nelle province di Bari e Taranto. L'aumento del centri scommesse illegali si traduce, stando ai dati forniti, in minor gettito per le casse dello Stato, stimabile per il 2013, per gli esercizi esistenti sul territorio della Puglia, in circa 16,5 milioni di euro, considerando che la spesa totale degli italiani nel gioco è quantificata in un ammontare di 85,4 miliardi di euro.

Nel 2013, i militari della Guardia di finanza hanno accertato in Puglia 374 violazioni, e denunciato 512 persone, arrivando ad arrestarne una quantificando i tributi evasi in oltre sei milioni di euro.

“Compito della Guardia di Finanza – ha sottolineato il colonnello Tibollo – è proteggere il gioco sano e presidiare tutti gli interessi economici che ruotano attorno al sistema del gioco”.

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