Cronaca

Stop alla Fini-Giovanardi, scarcerazione per un tarantino

Gli effetti della sentenza sulla Bossi-Fini


E’ stata una rivoluzione, quella fatta – con un colpo di penna – dalla Consulta. E la bocciatura della Corte Costituzionale nei confronti della legge Fini-Giovanardi, che equiparava droghe leggere e pesanti, sta dispiegando i suoi effetti, anche a Taranto.

Proprio la cancellazione di quella norma, ed il ‘ripristino’ della legge Iervolino-Vassalli come modificata dal referendum del 1993, che prevede pene più basse per le droghe leggere, è stata la “chiave giuridica” usata in questo caso dagli avvocati Salvatore Maggio e Stefania Tripaldelli per ottenere la remissione in libertà di un tarantino, Francesco Malizia, pizzicato in possesso di trecento grammi di hashish. Una quantità sufficente di ‘droga leggera’, secondo la vecchia legge, per finire in carcere; ma la decisione della Consulta come detto ha cambiato le cose.

Da qui la scarcerazione di Malizia, tramite il ricorso dei suoi legali. La questione di legittimità della legge è stata sollevata dalla Cassazione per violazione dell'articolo 77 della Costituzione, perché nel 2006 nella legge di conversione del decreto furono inseriti molti emendamenti che, secondo la Suprema Corte, erano estranei all'oggetto e alla finalità del testo di partenza.

Le nuove norme in materia di droga, infatti, erano state inserite con un emendamento, in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. A sollevare la questione di legittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione. Con la Fini-Giovanardi erano state elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni. Recentissimo, infine, il caso della legge della Regione Abruzzo sull’utilizzo della cannabis per fini terapeutici. La non-opposizione, e quindi il via libera, del governo nazionale può aprire la strada ad un ‘ampliamento’ della norma abruzzese nel resto d’Italia. Una possibile nuova rivoluzione, dopo quella dei giudici costituzionali.

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