21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

Cronaca

Incidenti sul lavoro, “A Taranto ci sono morti di serie A e B”

L'amaro intervento del Presidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro di Taranto


A Taranto «se muore un lavoratore dell'Ilva, o anche se è solo vittima di un grave incidente sul lavoro, sulle pagine dei giornali ha diritto a mille prese di posizione, a mille espressioni di solidarietà e cordoglio, a mille comunicati pieni di sgomento e di vicinanza ai familiari. Se muore un dipendente di una piccola azienda mentre sta lavorando in un cantiere di una villetta e non nella grande industria, allora questo poveretto non ha diritto a nessun comunicato di cordoglio, a nessuna presa di posizione, a nessuna espressione di solidarietà».

Lo afferma Emidio Deandri, presidente Anmil, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro di Taranto, riferendosi all'indomani della morte «del povero Cosimo Casulli, operaio di soli 27 anni di Massafra deceduto due giorni fa, folgorato da una scarica elettrica che ha ferito anche un suo collega di 45 anni».

Il presidente dell'Anmil ricorda che «il povero Cosimo lascia una vedova che, a soli tre mesi dal matrimonio, non ha più visto tornare a casa il giovane marito. Il suo incidente sul lavoro, pur essendo mortale, sui giornali non ha avuto diritto a nessun commento, solo la fredda ricostruzione del cronista della tragedia e dei rilievi del caso da parte delle autorità competenti». 

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