19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca

Omicidio del rigattiere. Fermato l’amico


TARANTO – E’ stato un amico ad uccidere Antonio Pagano, rinvenuto con la testa fracassata, nel dicembre del 2010, nella sua casa di San Donato. Ieri i poliziotti della Squadra Mobile tarantina hanno arrestato, in Romania, il sessantenne Gheorghe Bugaenco. Avrebbe ammazzato Pagano durante un litigio. L’uomo, colpito da un mandato di cattura europeo, grazie alla collaborazione delle autorità rumene è stato rintracciato ed assicurato alla giustizia. In queste ore è in corso l’istruttoria per estradarlo.

Il cadavere del rigattiere, originario di Lizzano, fu rinvenuto all’interno della sua villetta da un amico, il quale non avendo più sue notizie da alcuni giorni pensò di andare a fargli visita. Quest’ultimo però rinvenne il corpo senza vita dell’amico, nel giardino, ricoperto da arbusti e da materiale di risulta, in avanzato stato di decomposizione. Le prime indagini stabilirono che il decesso era avvenuto da almeno 15 giorni. Colpito alla testa con un tubo di ferro. Sin dalle prime ore gli investigatori della polizia, coordinati dal pm Raffaele Graziano, sospettarono di Bugaenco. Il sessantenne romeno, che aveva abituali rapporti di lavoro e di collaborazione con la vittima, era stato visto in sua compagnia nei momenti precedenti l’omicidio. Le successive indagini hanno accertato che Bugaenco, dopo l’efferato delitto, a bordo dell’autovettura della vittima, aveva vagato senza meta tra la Basilicata e la Calabria per poi fermarsi alcuni giorni ad Isola Capo Rizzato, dove, tra l’altro, aveva anche altri interessi personali. Gli agenti della Squadra Mobile hanno inoltre accertato che l’uomo dopo aver raccolto il denaro sufficiente per il viaggio aveva fatto ritorno nella sua città natale, in Romania. Le ulteriori indagini durate poco più di un anno hanno consentito di rintracciare il presunto omicida in una cittadina del sud- est della Romania. Secondo gli investigatori della Questura i due avevano litigato in quanto Pagano non voleva che accanto alla sua villetta l’amico romeno costruisse una stanza in cui abitare. L’operazione è stata illustrata dal nuovo capo della Mobile, il dottor Roberto Giuseppe Pititto.

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