25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Pesca con le bombe. La Procura chiede sette condanne

Nel giugno del 2010 i poliziotti della Mobile arrestarono sei persone e sequestrarono un ingente quantitativo di esplosivo


TARANTO – Processo  “Mare Nostro” sulla pesca di frodo: chieste sette condanne.  Nel giugno del 2010 i poliziotti della Mobile arrestarono sei persone e sequestrarono un ingente quantitativo di esplosivo. Contestualmente alle misure cautelari gli agenti eseguirono il sequestro preventivo di un esercizio commerciale, di depositi e  imbarcazioni.
Nel corso dell’operazione nell’abitazione di uno dei principali indagati, vennero rinvenuti e sequestrati diversi candelotti di esplosivo. In carcere finirono Cosimo Pizzolla, 42 anni (Statte) e Giacinto De Pace, 51 anni. Ai domiciliari Cosimo De Pace, 72 anni, Giovanni Cardellicchio, 52 anni, Luigi Porzio, 51, e Gianluca Fontana, 36 anni. Vennero contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla pesca di frodo con l’uso di materiale esplosivo costruito artigianalmente ed al danneggiamento delle risorse biologiche delle acque marine e della fauna marina; detenzione e porto in luogo pubblico di manufatti esplosivi ad alto potenziale; ricettazione di prodotti ittici provento della attività criminosa. Le indagini furono avviata nel maggio del 2009 dalla Squadra Mobile di Taranto e presero spunto dall’intervento di un motoscafo della Squadra Nautica della questura nello specchio di mare in cui, da una barca, erano state lanciate e fatte esplodere tre bombe.
Seguendo le tracce raccolte in mare gli investigatori ricomposero il complesso, quanto variegato ambito criminale dei pescatori di frodo.  I poliziotti dovettero ricorrere anche alle intercettazioni telefoniche per acquisire le prove.
La particolare connotazione dell’attività illecita, richiedendo il riscontro visivo del momento dell’esplosione in mare, aveva reso necessaria una metodologia investigativa impegnativa, consistente in sistematici appostamenti, nel corso dei quali, anche con l’uso di videoriprese, si potevano osservare e cristallizzare i momenti  dell’azione criminale, consentendo l’identificazione delle persone che, a vario titolo, partecipavano alla pesca di frodo in mar Grande e mar Piccolo.

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