06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Sparò all’ex pugile: 30 anni

Il gup ha condannato con rito abbreviato Vincenzo Venza ritenuto responsabile dell’omicidio di Alessio Marinelli


TARANTO – Omicidio dell’ex pugile Alessio Marinelli: Vincenzo Venza condannato a 30 anni di reclusione. E’ la sentenza emessa con il rito abbreviato, stamattina, dal gup, dottor Pompeo Carriere. 

Il pm, dott.ssa Daniela Putignano,  aveva chiesto la condanna all’ergastolo.  Venza è stato invece assolto dal tentativo di omicidio nei confronti di un amico di Marinelli che la sera dell’agguato era in  piazza in compagnia della vittima. Venza, che è difeso dagli avvocati Fabrizio Lamanna e Franz Pesare, avrebbe premuto un paio di volte il grilletto contro l’amico di Alessio Marinelli ma l’arma si è inceppata.

I familiari di Marinelli si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Biagio Leuzzi e Ciro D’Alò ed hanno chiesto un risarcimento di 10 milioni di euro. Si era chiuso a tempo di record Il giallo sull’uccisione dell’ex pugile grottagliese,  vittima di un agguato in una piazza al centro del suo paese. A crivellarlo di colpi, sarebbe stato Vincenzo Venza, trentottenne già noto alle forze dell’ordine, che stamattina è stato condannato a 30 anni di carcere.Venza confessò il delitto e disse di aver agito per paura di essere a sua volta ammazzato.

Poche ore prima era rimasto vittima di un  attentato a colpi d’arma da  fuoco, dal quale era uscito illeso. Dopo l’omicidio si presentò  spontaneamente negli uffici del commissariato di Grottaglie accompagnato dai suoi avvocati difensori. Gli investigatori della polizia, guidati dal commissario Vincenzo Maruzzella, erano già sulle sue tracce grazie anche alle immagini di una telecamera di sorveglianza che aveva ripreso le fasi dell’agguato avvenuto alla presenza di numerosi testimoni.

Aveva poi raccontato che dopo quell’episodio si era recato in piazza per un chiarimento ma quando aveva  visto Marinelli aveva avuto paura e gli aveva  sparato prima alle gambe e poi al resto del corpo. Il giovane morì nella notte nonostante le cure dei sanitari dell’ospedale “Ss. Annunziata” .

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