Cronaca

I pescatori contro Florido


TARANTO – I pescatori tarantini contro il presidente della Provincia Gianni Florido. Lo hanno incontrato ieri per chiedere un impegno e un intervento concreto nei confronti dell’Eni di Taranto. Tutta la marineria tarantina, ferma in banchina da sabato, chiede alla raffineria uno sconto sul prezzo del carburante. “Andremo avanti con lo sciopero, se non arrivano novità positive – spiega Emilio Palumbo, dell’Agci Pesca – siamo pronti a portare avanti altre iniziative di protesta. Per esempio, potremmo bloccare il porto”.

Secondo i pescatori tarantini, infatti, l’Eni, nei loro confronti, ha una responsabilità diretta. “La raffineria – continua Palumbo – ha inciso pesantemente sulla riduzione del nostro pescato, con gli insediamenti, in alcune aree di mar Grande, che non ci permettono di pescare. Quindi l’Eni deve riconoscere e applicare uno “sconto compensativo” al prezzo del gasolio per la pesca al fine di tutelare la flotta tarantina”. Ed è per questo i pescatori hanno incontrato ieri Florido e nei giorni scorsi l’assessore Antonio Scalera. Ma ancora non hanno avuto risposte concrete. Dalla banchina di mar Piccolo i pescatori spiegano che dall’incontro con il presidente della Provincia, è emersa solo tanta arroganza e poco disponibilità nei loro confronti. Intanto sulle strade ioniche resta anche se appare più smorzata la morsa dei blocchi degli autotrasportatori, uniti nella richiesta di una diminuzione del prezzo del carburante. La presenza dei tir che, da sabato sera sono fermi in presidio, è calata. Oggi il traffico è più scorrevole, soprattutto sulla Massafra – Taranto, dove ieri si erano formate lunghe code. La protesta sembra allentarsi, ma comunque i presidi, come annunciato dagli stessi autotrasportatori, dovrebbero restare fino a venerdì. “Attendiamo un incontro con il prefetto – spiega Francesco Solfrizzi di Trasporto Unito – abbiamo chiesto di farci da intermediario con il Governo Monti, che ieri ha annunciato una disponibilità al dialogo”. Gli autotrasportatori, dunque, continuano con la protesta, ma senza forzature, tensioni e blocchi. “La nostra vuole essere un protesta civile – spiega Solfrizzi – non vogliamo creare disagi ai cittadini. Oltre alle auto, non impediamo ai camion che trasportano farmaci e generi alimentari di transitare”. Intanto ieri il Prefetto di Taranto Claudio Sammartino ha istituto un’unità di crisi che segue l’evolversi delle problematiche di viabilità connesse alla protesta e le ripercussioni sulla erogazione dei servizi pubblici essenziali. E’ possibile contattarla ai numeri telefonici 0994545111 e 0994545575. Ricordiamo a chi circola in strada che i presidi sono sulla statale 106 (all’altezza dell’Eni), sulla statale 7 (davanti alla portineria A dell’Ilva) e sulla SS 7ter (allo svincolo per Statte), sulla SS 100 nella zona di San Basilio.

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