Cronaca

Arpa Puglia: “Migliora la qualità dell’aria a Taranto”

La relazione dell'Agenzia per l'ambiente parla di un netto miglioramento nel 2013 per effetto della fermata di alcuni impianti Ilva


I dati di qualità dell'aria del 2013 registrati nelle stazioni di monitoraggio del quartiere Tamburi di Taranto e, per confronto, in altri siti non collocati nell'area industriale, rivelano un decremento degli inquinanti provenienti dall'Ilva e alle altre aziende dell'area industriale.

E' quanto emerge dalla relazione del direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato. I dati vanno messi anche in relazione alla fermata di alcuni impianti del Siderurgico e a un calo della produzione.

Queste le conclusioni contenute nella relazione dell'Arpa Puglia:

«Le concentrazioni annuali di PM10 misurate nelle centraline della qualità dell’aria della città di Taranto mostrano livelli paragonabili negli anni, in decremento a partire dal 2012 nelle stazioni del quartiere Tamburi.

Il numero di superamenti di PM10 nelle centraline del quartiere Tamburi subisce un netto decremento a partire da settembre 2012, così come i livelli di Ipatot e di BaP. Per quest’ultimo inquinante, che per la prima volta nel 2013 non supera il valore obiettivo pari a 1 ng/m3, si registrano valori raffrontabili nei diversi siti in cui viene monitorato. In assoluto le concentrazioni di BaP registrate a Taranto appaiono comparabili, se non inferiori, a quelle rilevate nella maggior parte dei siti italiani in cui viene monitorato.

L’unico inquinante che mostra un leggero incremento nel 2013 in Via Machiavelli è rappresentato dal benzene, i cui livelli restano comunque molto al di sotto del valore limite annuale pari a 5 mg/m3. 

Per quanto riguarda la rete ILVA, i dati mostrano concentrazioni di inquinanti in Cokeria nettamente superiori a quelli rilevati nelle altre cabine. L’unica eccezione è costituita dagli Ipatot, che nel sito di Tamburi mostrano valori maggiori rispetto alla cokeria e maggiori rispetto alla centralina di Machiavelli situata nelle vicinanze. Le misure in parallelo condotte hanno accertato l’accuratezza degli strumenti per la rilevazione degli Ipatot, confermando che le concentrazioni di IPAtot registrate a Machiavelli sono costantemente inferiori di quelle di Via Orsini (Rete Ilva), anche in ragione delle maggiori emissioni da traffico che interessano quest’ultimo sito.

Nel mese di febbraio 2014 nelle stazioni Cokeria e Tamburi è stato campionato, oltre al PM10 e al PM2.5, anche il PM1. Al contrario delle frazioni PM10 e PM2.5, le cui concentrazioni risultano più elevate in Cokeria rispetto che a Tamburi, le particelle ultrafini (PM1) hanno mostrato valori paragonabili nei due siti, con concentrazioni spesso più elevate a Tamburi. È presumibile che le particelle ultrafini, emesse alle alte temperature proprie del processo di cokefazione, si disperdano per moto convettivo in atmosfera maggiormente rispetto a quelle più pesanti, non ricadendo quindi nell’immediato intorno ma andando a fenomeni di trasporto condizionati dalla fisica dell’atmosfera.

Tale comportamento potrebbe essere alla base della circostanza che vede valori di IPA totali più elevati a Tamburi che non in Cokeria. Come già detto in precedenza, lo strumento ECOCHEM PASS 2000 rileva gli IPAtot adsorbiti sulla frazione di particolato tra 0.01 e 1.5 μm ovvero di quella che, una volta emessa dal processo di cokefazione, è più soggetta all’effetto convettivo dell’impianto, disperdendosi nell’atmosfera e ricadendo solo in parte nell’intorno della cokeria.

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