02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

Marina, San Paolo in vendita

Dopo l’annuncio del ministro Pinotti torna d’attualità il caso delle dismissioni. Ma a Taranto la vera incognita è l’Aeronautica


TARANTO – C’è anche Taranto, naturalmente, nella lista che comprende i beni della Difesa destinati alla vendita, nell’ambito della spending review con le stellette. Nell’elenco di cui ha parlato il ministro della Difesa Roberta Pinotti, infatti, campeggiano l’isola di San Paolo, che la Marina Militare ha già da tempo dichiarato ‘dismissibile’ e l’ex stazione radio della Marina ubicata a Monteparano.
L’elenco comprende anche l’ex stazione dei Carabinieri di Taranto 2 – ma questo sito è compreso nella cessione dei beni al Comune come gli ex Baraccamenti cattolica e le case di via Di Palma e via Cuniberti. Un punto interrogativo riguarda il comprensorio dell’Aeronautica Militare: tutto è legato all’eventuale trasferimento del centro di formazione dei volontari a Caserta, come già aveva anticipato Buonasera Taranto. L’Aeronautica, che proprio quest’anno celebrerà il centenario della sua presenza a Taranto, resterà qui con un proprio presidio o no? Questo il vero nodo.
Tornando alla Marina, quello dell’isola di San Paolo, importante e storico presidio dove ‘riposa’ il generale napoleonico Laclos, autore del celebre romanzo “Le relazioni pericolose”, è certamente il capitolo più intrigante del libro delle dismissioni. Nel recente passato si sono manifestate diverse ipotesi, andate a sbattere su difficoltà logistiche che potrebbero essere superare puntando sull’aspetto naturalistico dell’area. Pinotti, da parte sua, è appena tornata da New Delhi e oggi è a Berlino, dove incontrerà la sua omologa tedesca, Ursula von der Leyen. Alle spalle, due anni in cui – sul caso marò – “sono stati fatti tanti errori, dalle regole di ingaggio alla mancanza di una chiara strategia. Ma ora non è utile concentrarsi su questo, serve grande unità nazionale”, ha detto il ministro intervistata da Maria Latella su Sky Tg24, ribadendo con forza che Latorre e Girone “non possono essere giudicati in India” e auspicando la “solidarietà della comunità internazionale”. Sulla spending review, una cura dimagrante è già stata avviata dal precedente governo, per ridurre da “190mila a 150mila i militari di Aeronautica, Marina, Esercito da qui al 2024”, ha ricordato il ministro, assicurando che “già nei prossimi anni scenderemo a 170mila”. Le unità del personale civile passeranno da 30 a 20mila. Saranno chiuse 385 caserme e presidi militari e “entro un mese” Pinotti conta di presentate in Consiglio un provvedimento ad hoc per definire una task force che “metta in fila Difesa, Demanio, enti locali” e si occupi della vendita dei beni. In fatto di tagli, il capitolo più spinoso si chiama F-35, “i cacciabombardieri nemico per eccellenza nell’immaginario comune”. Pinotti ha ribadito l’impegno a “ripensare, ridurre e rivedere” e ha detto che “è lecito immaginare una razionalizzazione” anche degli F-35.

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