23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 14:59:00

Cronaca

Il prefetto ordina: via i presidi

TARANTO – Il blitz delle forze dell’ordine è scattato alle 8.00. Quando alle porte della Raffineria e della Basile Petroli sono arrivati carabinieri, poliziotti e finanzieri in tenuta antisommossa. In mano avevano i provvedimenti con i quali il Prefetto Claudio Sammartino ha deciso che la protesta dei camionisti doveva finire. E così è stato. Perchè i provvedimenti firmati dal rappresentante del Governo sono stati notificati ai promotori della manifestazione. L’ordine era perentorio: rimuovere i blocchi che hanno impedito i rifornimenti di carburante, mettendo in ginocchio l’intera provincia.

E l’ordine è stato eseguito. Tra i primi a ricevere il provvedimento proprio Francesco Solfrizzi, esponente per Taranto di TrasportoUnito, la sigla sindacale che ha indetto la clamorosa fermata dei tir in tutta Italia. L’ordinanza del Prefetto è stata anche notificata ad alcuni camionisti presenti. Dopo le iniziali rimostranze, i manifestanti hanno compreso di non poter eludere il provvedimento ed hanno spostato i loro mezzi. Una volta liberato l’ingresso della raffineria e dello stabilimento della Basile Petroli, le forze dell’ordine si sono recate a Massafra, dove all’altezza del bivio di Chiatona vi era il più grosso assembramento di tir e giganti della strada. Di fronte si sono trovati una flotta di quasi cento camion, allineati sulla strada. Uno schieramento imponente che rendeva difficilissimo il transito. Anche ai camionisti presenti in quella zona è stata notificata l’ordinanza del prefetto. E si è scatenata la protesta. Un paio di manifestanti sono stati ricondotti alla ragione e per qualcuno è stato necessaria l’identificazione ed un passaggio in Questura. Alla fine, però, la ragione è prevalsa ed anche il maxi presidio è stato eliminato. Stesso discorso per l’assembramento che si era formato a Mottola. A metà mattinata le statali che per tre giorni sono state in mano ai camionisti sono tornate ad essere percorribili con regolarità. Una delegazioni dei manifestanti, comunque, ha chiesto un incontro al Prefetto per illustrare le ragioni della loro contestazioni, incentrate sullo smisurato aumento dei carburanti e sulle ragioni della crisi, sulle quali, peraltro, si è registrata la condivisione da parte dell’opinione pubblica, nonostante i disagi innescati dalla fermata dei camion. In una nota, peraltro, TrasportoUnito ha difeso la legittimità delle manifestazioni, negando la targa di sciopero selvaggio: “Lo sciopero – si legge nel documento – era stato annunciato e autorizzato nei tempi di legge sin dallo scorso 27 dicembre”.

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