01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Rapina al portavalori, un tarantino a processo

Nei guai un vigilante che si era trasferito a Ravenna: con alcuni complici avrebbe infatti simulato un assalto al blindato


Per quella che sembrava la rapina a un portavalori naufragata all’ultimo momento, è finito a giudizio il vigilante che in quella mattina di tre anni fa si trovava alla guida del mezzo.

L’uomo – un quarantaquattrenne originario di Taranto ma residente a Ravenna e dipendente della Battistolli – deve rispondere di tentata appropriazione indebita in concorso e di simulazione di reato. Il suo legale, l’avvocato Giovanni Scudellari, nel processo ha però chiesto la nullità del capo d’imputazione per alcune lamentate incongruenze nella ricostruzione dei fatti proposti dall’accusa, oltre che per la presunta violazione del principio del contraddittorio a causa dell’inserimento nel decreto di citazione a giudizio di dichiarazioni che l’accusato aveva fatto subito dopo l’accaduto.

La Procura si è opposta chiedendo un termine per repliche. Processo aggiornato al 7 aprile.

I fatti risalgono al 9 dicembre del 2011 quando – secondo quanto riferito a suo tempo dal vigilante – poco dopo le 9 almeno tre malviventi assaltarono il portavalori fermo davanti al Cinema City, alle porte del centro di Ravenna, giusto poco dopo che le altre due guardie giurate a bordo erano uscite per un’operazione di prelievo da una cassa continua. Quindi, mostrando quella che sembrava una bomba, lo avevano costretto a spostare il mezzo e ad aprirlo.

Ma lui, peraltro dopo avere subito un colpo alla nuca con il calcio di una pistola, con uno stratagemma era riuscito ad azionare l’allarme satellitare mettendoli in fuga.

Secondo le indagini della squadra Mobile coordinate dal Pm Angela Scorza, l’uomo era invece d’accordo con i tre – mai identificati – per simulare quella rapina allo scopo di impadronirsi dei vari milioni di euro presenti quella mattinata nel furgone.

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