26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 15:39:01

Cronaca

Il piccolo Domenico avrebbe compiuto tre anni ad agosto

I killer hanno sparato sapendo che nella Daewoo Matiz c’erano tre bambini


Lo sapevano. Sapevano che in quella macchina avrebbero trovato anche tre bambini. Hanno sparato lo stesso. Senza scrupoli e senza coscienza, hanno vomitato quindici colpi, uno di seguito all’altro. Ammazzando un bambino innocente, Domenico, che solo ad agosto avrebbe compiuto tre anni.

E’ un agghiacciante particolare che emerge nella ricostruzione, fatta dagli investigatori, della dinamica dell’agguato avvenuto alle 21,30 circa di ieri sera sulla strada statale 106 jonica, la Taranto-Reggio Calabria, all’altezza dello svincolo per Palagiano. Sotto la raffica di colpi di arma da fuoco sono morti Cosimo Orlando, di 43 anni, pregiudicato in semilibertà, la sua compagna, Carla Maria Fornari, di 30 anni (che era alla guida dell'auto) e il bambino di 2 anni che l'uomo aveva in braccio.

Sul sedile posteriore c’erano altri due bambini, di sei e di sette anni, rimasti illesi. La famiglia stava tornando a Taranto da Palagiano quando l’automobile sulla quale viaggiava la famiglia è stata affiancata da un’altra vettura sulla quale c’erano i killer che hanno cominciato a sparare, uccidendo sul colpo i tre e poi dileguandosi a forte velocità.

L’obiettivo dei killer era sicuramente l’uomo, ma gli aggressori non hanno esitato a sparare pur sapendo che a bordo della vettura c’erano tre bambini. Hanno sparato da pochi metri di distanza, senza avere un attimo di esitazione. Cosimo Orlando non ha avuto il tempo di reagire. La famiglia stava rientrando a casa dopo aver trascorso il pomeriggio fuori. Il commando ha agito rapidamente: ha crivellato di colpi la vettura e poi si è dileguato senza lasciare tracce.

Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 che non hanno potuto far altro che constatare la morte dei tre, carabinieri e polizia. La zona viene setacciata dalle forze dell’ordine che hanno istituito numerosi posti di blocco.

Gli stessi Carabinieri, al momento di intervenire, pensavano a un incidente stradale, con l’auto che era appoggiata sul guard rail, i due ragazzini stesi sui sedili. Incapaci di parlare.

Proprio i due bambini sono gli unici testimoni di quanto accaduto. Ora vanno protetti, prima di tutto. Accuditi, anche. Solo loro possono sapere cosa sia successo, ma in questo momento è il loro interesse che viene messo in cima ad ogni priorità. Il trauma che hanno vissuto li accompagnerà per tutta la vita; intanto è scattato quel meccanismo di protezione che deve fare da cuscinetto in situazioni delicatissime come questa. Restano due volti smarriti, che hanno visto un orrore troppo più grande di loro, e che ha inghiottito un innocente.
 

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