Cronaca

Ora tutta l’Italia piange il piccolo Domenico

Politica, Chiesa, associazioni: un Paese intero si ritrova sotto choc


“Che Paese è quello in cui un bimbo muore crivellato da colpi d’arma da fuoco come un boss?”. Così il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, dopo la strage in cui ha perso la vita anche il piccolo Domenico Petruzzelli, tre anni ancora da compiere.

“E che Paese è quello in cui le massime istituzioni discutono di provvedimenti svuota-carceri – ha aggiunto Marziale – piuttosto che inasprimento delle pene, scevre da attenuanti di sorta, per quanti si macchiano di così orrendi delitti? In Italia si deve avere il coraggio di abbandonare la strada di inchieste annose e commissioni buone soltanto a produrre carrierismi politici – ha proseguito – per intraprendere percorsi risolutivi, e non c’è niente di più risolutivo rispetto alla criminalità organizzata della impossibilità di accesso per gli assassini a perdonismi legislativi. Non è il primo bimbo a morire come un delinquente, pochi mesi orsono a rimetterci la vita, a qualche chilometro di distanza da Taranto, è stato un bimbo della provincia di Cosenza, Cocò. Quanti altri ne servono ancora – ha concluso Marziale  – per indurre il legislatore a riscrivere un codice penale degno di questo nome?”.

Per i senatori del Pd eletti in Puglia, Anna Finocchiaro e Salvatore Tomaselli, quella dell’agguato è una barbarie intollerabile. “L’agguato di stampo mafioso che a Taranto ha visto l’uccisione di un pregiudicato, della sua compagna e del loro bambino, peraltro davanti ad altri due bimbi piccoli salvi per miracolo, costituisce un’escalation intollerabile, una barbarie di fronte alla quale non potremo avere  pace finché i responsabili non saranno assicurati alla giustizia. E’ proprio in questi momenti, in cui la criminalità organizzata tenta di mettere in discussione i principi basilari della nostra convivenza civile, che lo Stato non deve arretrare ma deve intensificare gli sforzi per reprimere e cancellare le mafie dal nostro Paese”.

Il  vicecapogruppo del Ncd alla Camera, Dorina Bianchi, componente commissione Antimafia ha dichiarato: “Quanto avvenuto lascia sgomenti. La violenza mafiosa sta assumendo dei connotati sempre più efferati e disumani, non risparmiando neppure i bambini. Su questo è necessaria una riflessione. Una riflessione soprattutto da tutte quelle persone contigue alla criminalità organizzata. Bisogna che anche loro si ribellino. Non è più accettabile vedere morire così un bimbo di neppure tre anni, a colpi di arma da fuoco come se fosse un boss”.

“Esprimo dolore e sconcerto per l’efferatezza dell’agguato criminale avvenuto nei pressi di Palagiano – ha sottolineato l’arcivescovo Filippo Santoro – mi turba oltremodo che si possa uccidere con tanta facilità e puntare le armi senza pietà su donne e bambini. Un regolamento di conti così brutale interroga tutti – prosegue – credo sia giunto il momento di prendere in carico seriamente il progressivo abbrutimento e impoverimento del nostro tessuto sociale, lottando contro le cause di questi atti e le azioni barbariche che ne seguono a causa delle quali pare scomparsa del tutto l’umanità. Desidero che tutta la comunità preghi  per le vittime, in particolare per la piccola vita spezzata e per quella della sua mamma. Preghiamo anche per i due piccoli fratellini sopravvissuti. Tutti dobbiamo farci carico di un’opera educativa e sociale specifica e non assopirci nell’ordinaria amministrazione”.

Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, si è fatto portavoce del cordoglio della comunità tarantina, che “ha appreso con vero sgomento la notizia di questo gravissimo fatto di sangue che non trova giustificazione alcuna sulle reali motivazioni, assurde ed inaccettabili, che hanno armato l’animo e la mano dell’omicida” si legge in una nota del Comune.

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