19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca

Ecco quali danni provoca la puzza di gas dell’Eni

TARANTO – “Qualora la gente fosse esposta in maniera massiva a queste sostanze si potrebbero registrare intossicazioni acute e irritazioni”. Queste le implicazioni sanitaria relative alle emissioni inquinanti che troppo spesso si registrano in città. Una forte puzza di gas come quella avvertita nettamente a Taranto il 17 gennaio. Proprio in quella circostanza, l’Arpa è intervenuta prontamente per effettuare le dovute analisi. Quei risultati, pubblicati dal nostro quotidiano qualche giorno fa, hanno fatto luce sulle responsabilità dell’emissione inquinante in atmosfera.

“Gli odori nauseabondi segnalati dai cittadini di Taranto il 17 gennaio – si legge nelle conclusioni della relazione stilata dall’Arpa – sono legati alla diffusione nell’aria di acido solfidrico (H2S) proveniente dalla Raffineria Eni di Taranto; nella stessa giornata, si è registrato un picco di SO2 che ha superato, presso l’Ospedale Testa, il valore limite orario di 350 µg/m3, fissato dal D.Lgs. 155/2010, proveniente verosimilmente dalle torce della Raffineria Eni di Taranto; tali eventi sono verosimilmente legati alle attività di riavvio di alcuni impianti da parte di Eni, circostanza preventivamente notificata dalla stessa Raffineria ma a cui non ha fatto seguito alcuna segnalazione di eventi anomali, da parte della stessa Eni”. Acido solfidrico e anidride solforosa dunque. A questo punto è utile capire quali possano essere le implicazioni di natura sanitaria derivanti dall’inalazione di questi composti. Abbiamo chiesto un parere all’oncologo, nonché consigliere regionale, Patrizio Mazza. “Qualora la gente fosse esposta in maniera massiva a queste sostanze si potrebbero registrare intossicazioni acute e irritazioni – sostiene Mazza. Fortunatamente queste sostanze non rientrano in quegli agenti considerati cancerogeni”. Nella relazione dell’Arpa, che riporta in calce le firme del dirigente responsabile del Centro Regionale Aria DAP di Taranto Roberto Giua e del Direttore del Servizio Territoriale dell’Arpa Maria Spartera, si parla di “diffusione nell’aria di acido solfidrico (H2S) proveniente dalla Raffineria Eni di Taranto”. Risultati che non fanno che confermare i sospetti. Sulle implicazioni di natura sanitaria abbiamo ascoltato anche Giuseppe Merico, primario del reparto di pediatria dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto da sempre in prima linea nella lotta contro l’inquinamento, che ha provato a rendere più chiare quelle che possono essere le conseguenze dell’esposizione ad agenti inquinanti di questo tipo. “Si tratta di sostanze tossiche che possono provocare anche riniti e allergie ma non si può stabilire se nell’aria ci siano solo quelle sostanze. Una cosa è certa – rimarca Giuseppe Merico – ogni volta che noi tarantini passiamo da quel tratto della ss 106 la puzza di gas è tremenda”. Nei giorni scorsi un altro medico, Michele Contino, si è scagliato contro i progetti (nuova centrale e Tempa Rossa) che l’Eni avrebbe intenzione di realizzare a Taranto. “Non c’è bisogno di essere ambientalisti – ha detto l’esponente del movimento politico Galaesus. Basta essere coscienti della situazione che viviamo, e che vorrebbero realizzare con l’ulteriore incremento del polo industriale, in cambio di un piatto di lenticchie, o di qualche favore elettorale”.

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