11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Cronaca

Fiumi di coca, 27 arresti. Presa anche la zia del piccolo Domenico ucciso a Palagiano

La polizia “resetta” il traffico di coca nella città delle ceramiche


GROTTAGLIE  – La polizia  “resetta” il traffico di coca nella città delle ceramiche. Ventisette le persone arrestate, all’alba di oggi, nell’ambito del blitz denominato “Reset”. 

Oltre cento agenti del Commissariato di Grottaglie, della Squadra mobile di Taranto e dei Reparti prevenzione crimine di Bari e Lecce hanno notificato ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone ritenute appartenenti ad un gruppo  che aveva il monopolio sullo spaccio della droga   tra Grottaglie e i centri limitrofi.

Il giro di spaccio stroncato all’alba di oggi ruotava attorno ad un personaggio decisamente noto: Vincenzo Venza, condannato a 30 anni per l’omicidio del pugile Alessio Marinelli. Nel giro anche Dalila Favale, compagna dello zio del piccolo Domenico, barbaramente ucciso nella strage di lunedì scorso.

I provvedimenti restrittivi sono stati firmati dal gip, dottor Giuseppe Tommasino, che ha accolto la richiesta avanzata dalla procura jonica. Per sedici persone è scattata l’ordinanza di custodia cautelare e in carcere, per altre undici, invece, agli arresti domiciliari.

Sono accusati di aver spacciato cocaina a tossicodipendenti della zona. Secondo l’accusa  gli indagati non avrebbero esitato anche a minacciare gli acquirenti e le loro famiglie quando si verificavano ritardi nel pagamenti delle dosi di droga. Nel gruppo dei presunti pusher finiti nella rete degli investigatori diretti dal dottor Vincenzo Maruzzella ci sono anche tre indagati a piede libero.

A fine gennaio sempre a Grottaglie erano scattati sette arresti per cocaina ed “erba” per i “figli di papà”. Gli agenti del locale commissariato avevano eseguito ordinanze di custodia cautelare nei confronti di giovani compresi tra i 20 e i 27 anni. Nell’operazione erano state anche denunciate in stato di libertà altre cinque persone che avevano avuto un ruolo secondario nell’organizzazione.

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