15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

Il volto della crisi: tra i cassonetti per mangiare

Cacciatori di rifiuti in città. Da via Principe Amedeo a via Gen. Messina passando per via Nitti e via Cavallotti


C’è chi fa la raccolta differenziata, chi si lamenta per i cassonetti stracolmi di immondizia e chi, quei cassonetti, ha imparato a frequentarli e saccheggiarli quotidianamente.

La sensazione è quella di assistere alla fase più acuta della crisi economica. Alcuni sintomi risiedono nell’incessante chiusura di negozi e di aziende storiche con la conseguente perdita di posti di lavoro. Probabilmente, però, nessuno avrebbe mai immaginato che la pesante congiuntura economica, che si protrae da almeno 6 anni, avrebbe costretto le fasce più deboli e più a rischio della popolazione a rovistare tra la spazzatura per sopravvivere.

Ogni mattina, un esercito di gente senza lavoro, e in molti casi senza una dimora, si sveglia per andare a caccia di cibo. Le strade sono due: delinquere, e quindi spacciare droga, scippare borse o collanine d’oro o reinventarsi topi d’appartamento, oppure, cercare di tirare a campare aspettando… la fine della tempesta.

Fino a qualche tempo fa, i cassonetti erano “frequentati” da zingari e, più in generale, extracomunitari. Da qualche mese a questa parte, invece, dal centro cittadino alle periferie, pare sia sta messa in atto una autentica spartizione del territorio. Chi sbircia nella spazzatura, principalmente alla ricerca di ferro, ma anche di frutta e cibo al limite della commestibilità, ha una propria zona, ben definita, e se sgarra sono guai.

Non è raro, infatti, assistere a litigi come quello avvenuto qualche giorno fa in via Principe Amedeo. Quelli posizionati nella zona adiacente al mercato Fadini, infatti, sembrano essere i cassonetti più ambiti. Così come tutti i contenitori collocati nei pressi dei mercati ortofrutticoli rionali. Riscuotono molto successo anche quelli posizionati in via Generale Messina, presidiati da ragazzi e donne (nella foto piccola) che utilizzano passeggini per caricare la “merce”. In via Falanto, alcune donne, utilizzano un bastone ad uncino per “pescare” i sacchetti dei rifiuti. Addirittura sul ponte Punta Penna, di buon mattino, è facile imbattersi in “robivecchi” che, alla guida di apecar, cercano ferro quasi fosse oro. In centro, invece, le strade che si intersecano con le vie dello shopping sono costantemente presidiate da rom. In questo caso, segnalazioni arrivano principalmente da via Nitti e via Cavallotti.

I sacchetti vengono aperti, ispezionati e, successivamente lasciati per strada. Una circostanza che sta causando non pochi problemi agli operatori dell’Amiu, chiamati a svuotare i cassonetti della spazzatura e raccoglie gli avanzi… degli avanzi.
 

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