14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

La Polizia locale insiste: “Se ti scade, c’è la multa”

La direzione di Pm interviene nella querelle riguardante le sanzioni agli automobilisti ai quali è scaduto il “grattino”


TARANTO – “Si incorre nel rischio di favorire decisamente un contenzioso basato su proclami populistici, tanto enfatizzato ultimamente, ma che ben poche certezze può offrire sul piano giuridico, con possibili condanne alle spese a carico di sprovveduti ricorrenti”. Questo il parere della direzione della Polizia locale di Taranto in riferimento alla querelle relativa alla sosta a pagamento. A creare il “cortocircuito” una circolare del ministero dei Trasporti che blocca le multe in caso di “grattino” scaduto.

“Molti cittadini credono sia in atto una sorta di inversione di tendenza sulla legittimità dei verbali elevati dagli ausiliari del traffico che accertano un “ticket del parcometro” scaduto. La notizia che circola, per la precisione, riguarda il carattere non sanzionatorio, alle norme del Codice della Strada, della violazione commessa nelle aree di sosta con parcheggio a pagamento".

"In buona sostanza – prosegue la Polizia Locale – qualcuno ritiene che si dovrebbe pagare, di fronte ad un ticket scaduto, solo la differenza fra quanto avrebbero dovuto pagare e quanto già pagato. Nel 2010 il Ministro delle Infrastrutture emise un parere, non condiviso da illustri autori anche della Polizia stradale, definendo le predette procedure “jure privatorum” e quindi assoggettate alle norme del codice civile, per cui non sanzionabili in quanto ritenute inadempimento contrattuale".

"A ciò – rimarcano dalla Polizia locale – si contrappone: la Corte di Cassazione, intervenuta più volte sulla questione, affermando in particolare che “… l’omesso pagamento di quanto dovuto in ragione della protrazione della stessa oltre il periodo indicato nel titolo esposto, configuri l’inosservanza di una prescrizione o limitazione attenente alla relativa “durata” (espressamente contemplata dall’art. 7 Codice della strada, comma 1, lett. f) con conseguente sanzionabilità della relativa inosservanza ai sensi dell’art. 7, comma 14” (Cass. Civile, sez. II. 5 novembre 2009, n. 23543). La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio 19/9/2012 n. 888, che ha condannato il concessionario al risarcimento del danno erariale dovuto al mancato incasso delle sanzioni per le violazioni dell’art. 7 del Codice della strada, poiché era in uso un sistema che consentiva il pagamento del corrispettivo della sosta anche dopo l’accertamento del fatto illecito, evitando così la contestazione della violazione".

"I giudici – continuano – hanno riconosciuto, sostanzialmente, la responsabilità contabile a carico di chi ha omesso di sanzionare e quindi delle società autorizzate a svolgere il servizio ausiliario del traffico, affermando inoltre che anche il tagliando esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato, si configura come ipotesi di danno erariale per il Comune per lucro cessante, rappresentato dal mancato pagamento della sanzione per violazione delle norme al Codice della strada; le conclusioni dell’organo contabile giudicante ammoniscono sull’effetto distorto derivante dall’acconsentire possibili furbizie e facili elusioni delle stesse regole del vivere comune".

"Per completare, non resta che condividere appieno quanto emerso dalla giurisprudenza di legittimità – concludono dalla direzione dei vigili urbani di Taranto – che suffraga la necessità di sanzionare l’inosservanza delle norme relative alle soste a pagamento, ivi compreso il mancato pagamento del titolo dovuto a seguito di una sosta che si protrae oltre la scadenza riportata dal ticket esposto. Diversamente, si incorre nel rischio di favorire decisamente un contenzioso basato su proclami populistici, tanto enfatizzato ultimamente, ma che ben poche certezze può offrire sul piano giuridico, con possibili condanne alle spese a carico di sprovveduti ricorrenti”.

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