20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 15:55:41

Cronaca

Farmacie, scatta la “serrata”: sciopero di 24 ore


TARANTO – Prima le parafarmacie. Ora la “liberalizzazione” che dà il via libera all’apertura di più farmacie: una ogni tremila abitanti. I farmacisti non ci stanno. E proclamano lo sciopero. Le farmacie resteranno chiuse mercoledì 1 febbraio. Il servizio sarà garantito da quelle di turno. L’iniziativa è targata Federfarma. La mobilitazione a livello nazionale fa tappa a Taranto dove stamattina, nella sede dell’associazione, il presidente provinciale, Rossano Brescia, ha spiegato le ragioni di una protesta clamorosa che vedrà i farmacisti incrociare le braccia.

“Il decreto sulle liberalizzazioni cancella il servizio farmaceutico” dicono le locandine sulle vetrine: “le farmacie vogliono invece migliorarlo, consentendo l’apertura di un numero equilibrato di nuove farmacie”. Il dr Brescia parla di “profondo sdegno“ della categoria. “Il servizio farmaceutico è tra i più apprezzati, eppure in questi ultimi anni stiamo subendo continui attacchi. Finché si tratta di fare sacrifici, siamo d’accordo. Ma prima si portano una parte dei farmaci fuori dalle farmacie, come se esistessero i para-ospedali”. Ora la nota dolente è rappresentata da quella parte del decreto che detta i nuovi parametri. “La farmacie diventerebbero troppe. Se oggi il parametro è di una farmacia ogni cinquemila abitanti nei paesi e una ogni quattromila nelle città abbassare il tetto a una ogni tremila abitanti le farebbe diventare troppe. Il servizio – ha spiegato il dr. Brescia – per funzionare ha bisogno che a disposizione del cittadino ci siano tutti i farmaci. Se aprono farmacie dappertutto il servizio peggiorerà”. Più attività con la croce verde significherebbe frazionare la clientela. “Grecia e Francia stanno tornando indietro” ha argomentato il presidente “Siamo disponibili ad un compromesso, ma così è troppo”. Siamo entrati nella farmacia del dr. Mario Giorgio, per capire gli umori dei diretti interessati: “Aderiamo allo sciopero perché il nuovo “quorum” penalizzerà le farmacie, soprattutto le più piccole che, già in un momento di cambiamento per l’economia, potrebbero trovarsi nelle condizioni di dover ridurre il magazzino e il servizio ne risentirebbe”. Diverso il giudizio sugli orari: “A mio parere la liberalizzazione degli orari è invece un venire incontro alle esigenze del cittadino con più farmacie aperte, garantendo il servizio minimo”.

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