21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

Cronaca

Non doveva abbassare le tasse?


TARANTO – Ma non doveva abbassare le tasse? Questo l’interrogativo che, con il passare delle settimane, si insinua nella mente dei contribuenti tarantini. Proprio loro, infatti, hanno dovuto pagare a caro prezzo lo scotto del dissesto. L’Amministrazione comunale, per legge, era autorizzata a mantenere una tassazione ai massimi livelli. Un’autentica mazzata per i tarantini, almeno fino allo scorso 31 dicembre. Quella data ha sancito la fine del quinquennio di prescrizioni che legavano, appunto, il Comune a tassare i cittadini al massimo consentito.

Un traguardo che sarebbe stato raggiunto anche da Cito o da Florido, che nel 2007 contesero la poltrona di sindaco a Stefàno. Ma il punto, almeno per questa volta, è un altro. Il primo cittadino, che negli anni scorsi ha proclamato l’uscita dal dissesto entro la fatidica data del 31 dicembre 2011 ha dovuto rassegnarsi all’evidenza, riparando su un più modesto risultato, quello della fine del quinquennio di prescrizioni. Più che giusto. Anche se Stefàno, per testimoniare il “grande traguardo raggiunto dall’Ente civico” ha usato come espediente quello più immediato: le tasse. Proprio così. Visto che il dissesto non può considerarsi chiuso (ci sono ancora debiti dal valore nominale di 400milioni di euro ed un piano di estinzione, da sottoporre al Ministero, tutto da stilare) il sindaco ha detto, a più riprese, che: “ora il Comune potrà abbassare le tasse”. Ebbene sì. Il primo cittadino ha proprio detto che abbasserà le tasse. Ovviamente senza dire come, quanto e soprattutto quali. Sta di fatto che, a distanza di un mese dall’ultimo dei suoi mirabolanti annunci, non v’è traccia di alcun provvedimento che miri all’abbassamento dei livelli di tassazione dei tarantini. Forse lo farà a ridosso del voto? Ma il discorso è un altro: qualcuno dovrà pur pagare all’Osl i soldi per ripianare i debiti (147 milioni, in attesa della undicesima relazione dell’Osl). In parole povere sarà molto difficile per il Comune abbassare le tasse. Cornuti e mazziati, dunque. Sì, perchè Stefàno aveva promesso (memorabile l’annuncio del novembre 2010, sotto lo sguardo attento del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia) l’uscita dal dissesto entro il 2011, quando in realtà la procedura era, ed è, tutt’altro che chiusa. Quindi ha annunciato la riduzione delle tasse ma anche in quel caso si è trattato della solita promessa (elettorale?) del primo cittadino. Fabio Mancini

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