24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

Mille giorni di angoscia. E’ svanito nel nulla

Non si hanno notizie di Alessandro Zecca dal pomeriggio del 22 marzo 2011. “Sto rientrando. Prepara il pranzo”, aveva detto al telefono alla compagna


LIZZANO – Alessandro Zecca è svanito nel nulla da tre anni esatti.

Era il primo pomeriggio del 22 marzo del 2011 quando si sono perse le sue tracce.  Stava rientrando a casa dopo aver telefonato alla moglie. “Sto tornando , prepara il pranzo”.

Dopo quella chiamata il silenzio. Avrebbe dovuto percorrere qualche centinaio di metri che separavano il suo panificio da casa.
Alessandro Zecca era svanito nel nulla e la sua compagna aveva subito presentato denuncia ai carabinieri. Un testimone aveva poi riferito di averlo visto parlare con due sconosciuti, vicino ad una macchina di colore scuro. Giorni e giorni di frenetiche  ricerche ma l’uomo sembrava essersi volatilizzato. Gli investigatori dell’Arma hanno controllato i tabulati telefonici, poi hanno effettuate vaste battute nelle campagne.

Lo hanno cercato nei pozzi e nei casolari diroccati, ma senza successo. Nessuna traccia per svelare un mistero che dura da mille giorni. Col passare del tempo si è fatta strada l’ipotesi che sia rimasto vittima di lupara bianca . Alessandro Zecca aveva dei trascorsi nella mala ma da un po’ aveva deciso di cambiare vita. Aveva messo la testa a posto avviando una panetteria nel centro del paese.E quel pomeriggio di marzo prima di scomparire aveva appena chiuso il suo esercizio commerciale.

In pochi minuti si era persa ogni traccia. Il suo telefonino cellulare spento. Poi tanti interrogativi sulla inquietante sparizione avvenuta, in pieno giorno e nel centro del paese.

La Procura tarantina aveva fatto subito acquisire i tabulati telefonici, poi tanti interrogatori in caserma per risolvere il giallo.

Indagini serrate da parte degli investigatori della stazione di Lizzano e  ella Compagnia di Manduria che avevano scavato nel mondo della malavita locale, a caccia di un movente che poteva essere legato ad un vendetta decisa da persone senza scrupoli. La pista dell’allontanamento volontario era subito apparsa quella meno credibile.

Successivamente il caso è passato all’antimafia di Lecce.

Gli inquirenti hanno lavorato alacremente, mettendo insieme le tessere del puzzle, ma, fino ad ora, nessuna novità. Un mistero che dura da troppo tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche