28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 23:58:00

Cronaca

Omicidio Malcore. L’autore incastrato da una telefonata


TARANTO – “Finalmente siete arrivati. Vi stavo aspettando!”. Cosimo Taglio, trentaseienne ritenuto il presunto autore dell’omicidio del vigilante Francesco Malcore lo ha detto ai carabinieri quando sono andati a prenderlo a casa per condurlo in caserma. L’uomo, residente nel quartiere Paolo VI e con piccoli precedenti, è stato incastrato da una telefonata fatta alla moglie e dalla macchina, una Fiat Punto, parcheggiata nei pressi di via Orsini, proprio di fronte all’istituto di credito della Unicredit davanti al quale è stato ammazzato il vigilante.

Taglio, difeso dall’avvocato Emidio Attavilla, ha confessato durante un interrogatorio dinanzi al sostituto procuratore, che segue il caso, la dottoressa Daniela Putignano. Tutto è partito dalle indagini su un’altra rapina, da 10mila euro, messa segno nei mesi precedenti, e precisamente a giugno, in una sala giochi e centro scommesse di Martina Franca. Gli investigatori dell’Arma ritengono che Taglio sia uno dei due malviventi che hanno messo a segno il colpo nella cittadina della Valle d’Itria. L’altro è il trentanovenne Francesco Colace, anch’egli di Paolo VI, che è stato fermato ieri sera solo per la rapina al circolo ricreativo . Oltre alla telefonata fatta alla moglie e alla Fiat Punto rinvenuta vicino alla banca i carabinieri sono arrivati a Taglio grazie alle comparazioni fatte tra le riprese filmate acquisite dopo il colpo a Martina Franca e quelle riguardati la rapina nel rione Tamburi, poi sfociata in omicidio. Grande soddisfazione, espressa stamattina, durante un conferenza stampa che si è tenuta in Prefettura e alla quale ha partecipato anche il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. C’erano tutti: il prefetto Claudio Sammartino, il procuratore capo Franco Sebastio, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Daniele Sirimarco, il questore Enzo Mangini, il comandante provinciale della Finanza, colonnello Salvatore Paiano. “E’ un risultato importantissimo. E’ il segnale che lo Stato c’è e che è capace di colpire in maniera tempestiva” ha sottolineato il prefetto Sammartino. E’ intervenuto anche il procuratore Sebastio il quale ha ricordato che gli investigatori hanno lavorato anche rinunciando a ferie e a permessi. Ora i carabinieri stanno dando la caccia al complice di Taglio. “Stiamo lavorando per chiudere il cerchio ” ha detto il colonnello Sirimarco che ha tenuto a elogiare tutti gli investigatori che hanno lavorato a tamburo battente. C’erano il tenente colonnello Servedio, i capitani Abbasciano, Mungiello e Bianco, i tenenti Laghezza e Beltempo, oltre ai trenta investigatori che hanno indagato 24 ore su 24, risolvendo il caso in soli 40 giorni.

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