19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Droga dalla Spagna: il blitz


TARANTO – Tre distinte associazioni criminali che agivano tra Marocco, Spagna ed Italia, legate tra loro e organizzate in maniera ‘piramidale’, formate da italiani, polacchi ed ucraini. Taranto era una delle basi dello spaccio di hashish sgominate dall’operazione denominata Pasha: le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto questa mattina hanno eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 ai domiciliari emesse dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia. Nell’inchiesta ci sono altri indagati.

Le ordinanze sono state eseguite a conclusione di indagini iniziate nel 2008 e che ha consentito, oltre all’esecuzione delle misure cautelari, il sequestro complessivo di 11.500 chili di hashish e di 36.000 euro, proventi dell’illecito traffico. Gli elementi caratterizzanti dell’organizzazione – è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamattina – “erano costituiti dall’esistenza del vincolo che lega i suoi membri, la professionalità del loro agire nel tempo, la condivisione degli scopi dell’organizzazione, ma soprattutto la particolare struttura organizzativa – in chiave gerarchica – tra i livelli di vertice e la base, con una chiara ripartizione tra gli associati dei compiti necessari al perseguimento dei fini illeciti della stessa”. La prima organizzazione aveva come base operativa e logistica la città di Taranto. L’attività investigativa ha permesso di rilevare che il gruppo si avvaleva di diversi canali di approvvigionamento della droga. “Infatti” è stato spiegato “questi canali sono stati individuati in due altre distinte associazioni (una operante in Campania ed una internazionale che provvedeva a far giungere lo stupefacente dalla Spagna in territorio italiano) che provvedevano a rifornire l’organizzazione tarantina per la successiva distribuzione ad altri soggetti incaricati dello spaccio nel capoluogo ionico”. Le indagini, eseguite con l’ausilio di attività tecniche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito di identificare i soggetti dell’organizzazione, di individuare i rispettivi ruoli e compiti, con riferimento alla gestione delle esportazioni dello stupefacente, alla custodia, alla commer-cializzazione, nonché di ricostruire i traffici e le tratte seguite. “I soggetti indagati, nelle loro conversazioni sulle trattative per la compravendita degli stupefacenti, utilizzavano un linguaggio ‘criptato’, quale accorgimento dettato dal timore di essere intercettati ed individuati. Pertanto la graduale ricostruzione e accurata interpretazione dei brevi messaggi di testo e le conversazioni telefoniche intercorse tra gli indagati hanno permesso di individuare i termini convenzionali utilizzati per comunicare nel corso delle trattative per la compravendita dello stupefacente”. Grazie a questa attività, il 30 aprile 2008 a Pagani, nel Napoletano, è stato sequestrato un quantitativo pari a 10,434 kg di hashish a carico di un cittadino ucraino, Pavlo Tkachenko, detto Pasha, da cui ha preso il nome il blitz. Tra gli arrestati, sono stati condotti in carcere Cosimo Panarelli, Luca Marinelli, Antonello Panarelli, Adriano Perelli, Ivan Mancino, Angelo Di Maro, Francesco Pepe, lo stesso Pavlo Tkachenko, Fabrizio Rocco, Davide Ferrara, Giuseppe Spanu. Ai domiciliari Antonio Pepe e Raffaele Iodice.

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