21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 18:53:00

Cronaca

L’odissea di una invalida 73enne tarantina

“Non funziona il servizio di day hospital per accertamenti concatenati ed urgenti”


“Desidero solo capire perchè non funziona il servizio di Day hospital per accertamenti concatenati e urgenti”. Questa la richiesta inoltrata al direttore generale dell’Asl di Taranto, Fabrizio Scattaglia, da una 73enne tarantina che per la prima volta nella sua vita, ha scelto di rivolgersi alla sanità pubblica “mio padre era farmacista e, comunque, per fortuna, ho sempre avuto la possibilità di far fronte alle spese del “privato””.

I problemi sono iniziati dopo una caduta da cavallo, che le ha causato problemi seri alla spalla.

Oggi ha scelto di raccontare la sua odissea a Buonasera Taranto. “Nel mese di settembre 2013 ho presentato richiesta di riconoscimento di invalidità per alcune patologie di cui soffro. La prima prestazione richiesta (raggi X) è stata fissata per il 19 novembre 2013. La seconda, invece, (visita oculistica), mi è stata fissata per la fine del mese di marzo 2014. Ho ricevuto invito a presentarmi davanti la Commissione sanitaria n. 9, a Pulsano, nel pomeriggio del 20 novembre 2013. Ho provveduto ad effettuare le analisi cliniche di routine due giorni prima dell’incontro con la predetta commissione; l’esito di queste analisi ha svelato patologia metabolica (ipotiroidismo) abbastanza seria, con conseguente alterazione di quasi tutti i valori. Il mio medico di fiducia ha prescritto, ovviamente, analisi specifiche e visita endocrinologa. Tempo d’attesa: quattro mesi per la prima e otto mesi per la seconda. Il 19 novembre, nonostante le strade fossero allagate, sono andata a Manduria per i raggi X; i macchinari non funzionavano a causa del maltempo (in realtà la struttura era quasi allagata e tutto il personale si dava molto da fare per cercare di ovviare all’emergenza), per cui mi è stato chiesto di ritornare il giorno successivo, nel pomeriggio; esattamente, cioè, quando era stato fissato l’incontro con la commissione”.

“La nostra” ha deciso di andare ugualmente a Pulsano davanti alla commissione sanitaria “pensavo di spiegare loro la situazione e chiedere di fissare un nuovo incontro, in maniera da presentare l’ulteriore documentazione. L’impatto con il medico è stato, a dir poco, sgradevole. Stavo per spiegare i motivi per i quali non avevo i risultati dei raggi X, ma il medico mi ha interrotto per dirmi testualmente: “…e siccome pioveva non siete andata”. Si è risentito quando gli ho spiegato che non era andata così. Gli ho chiesto di fissare un’altra data, per consentirmi di presentare l’ulteriore documentazione, ma mi ha risposto che non dovevo fare niente e che avrei ricevuto l’esito a casa, sulla base della documentazione presentata. Il tutto con un fare di sufficienza, convinto che, probabilmente, facessi parte di quella schiera di soggetti che tentano di truffare l’Asl. In ogni caso la mia domanda è questa: non sarebbe più valido, e non solo dal punto di vista squisitamente ‘economico’, far funzionare il day hospital? In una struttura ospedaliera, dal mattino alla sera, si potrebbero fare tutti gli esami, clinici, di routine e specialistici.

Il paziente non dovrebbe affrontare viaggi e spese, la commissione non dovrebbe riunirsi più volte, non ci sarebbero tanti ricorsi, si eviterebbero tante ospedalizzazioni non necessarie, tante ripetizioni di analisi (alcune a distanza di tanto tempo vanno ripetute) e si avrebbero letti disponibili per chi ne ha veramente bisogno. Contestualmente si risparmierebbero molte risorse economiche. Un’ultima cosa: mi sarebbe piaciuto evidenziare al medico della commissione n. 9 che, se ci sono tanti falsi invalidi dipende necessariamente dalla circostanza che qualcuno, con certificazioni false, glielo ha consentito”.

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