Cronaca

I nodi della Difesa: Servitù e Concordia, partita finale

Intanto a Taranto incontro top-secret fra Confindustria e Marina Militare


Servitù militari, dismissioni, appalti e Concordia. Sono questi ed altri i temi al centro di un confronto che – spending review alla mano – adesso si fa serrato e che coinvolge Governo e parlamento da una parte, enti militari e industriali dall’altro. In mezzo la città, che può e deve rivendicare, accelerando i tempi, dei ritorni sostanziosi, dopo aver dato, nel corso dei decenni, di tutto e di più alla causa.

Andiamo con ordine. Oggi è previsto a Roma un importante appuntamento alla Commissione Difesa della Camera, nell'ambito dell'esame dell'indagine conoscitiva in materia di servitù militari con le audizioni del sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, e del sindaco di Arbus, Francesco Atzori. Al centro del confronto, la dismissione graduale delle aree destinate a servitù militari e la nuova destinazione d’uso.

“Avanzerò la proposta per introdurre la politica del “couso” – ha spiegato il primo cittadino, da noi contattato prima dell’audizione a Montecitorio – una iniziativa sulla scia di quanto avvenuto per gli impianti sportivi e che potrebbe essere applicata anche per le strutture delle scuole della Marina militare”.

E mentre a Roma viene chiamato Stefàno, a Taranto la Marina e Confindustria, sollecitata in particolare dalla sezione navalmeccanica, si vedono a quattrocchi in un incontro “top secret”. Il numero uno degli industriali tarantini, Vincenzo Cesareo, incontrerà, lontano da telecamere e taccuini, l’Ammiraglio Ispettore Capo, Stefano Tortora, che risulta essere tra i membri della commissione della Protezione Civile nell’osservatorio di monitoraggio sulla rimozione della Costa “Concordia”.

Un summit che potrebbe risultare propedeutico al progetto lanciato da Confindustria che prevede proprio lo smantellamento della nave nel porto di Taranto.

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