27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 17:59:00

Cronaca

Omicidio Dione. La verità da una perizia


TARANTO – E’ racchiusa nelle pagine di una perizia tecnica la verità della Procura sulla morte di Lucio Dione, l’imprenditore ucciso nella notte del Giovedì Santo da un’auto pirata. L’accertamento è stato chiesto dal magistrato titolare dell’inchiesta, dottor Pietro Argentino, che mira a diradare ogni dubbio e chiarire tutte le responsabilità sul drammatico incidente stradale. Insieme alla sua famiglia, da poco allargatasi con la nascita di un figlio, Dione – imprenditore noto in città per il suo impegno sociale e nella causa ambientalista – tornava dalla città vecchia. In bicicletta, come era sua abitudine.

Ma il suo sorriso è stato spento dall’auto pirata che lo ha travolto sul ponte girevole. Ha lottato, ma non c’è stato nulla da fare. Sette persone, che erano a bordo di quella vettura in spregio ad ogni norma di sicurezza, sono ora sott’accusa, con la pesantissima contestazione di concorso in omicidio colposo. Come detto, si punta ad ulteriori accertamenti per inchiodare alle loro responsabilità quelli che per la procura sono degli assassini. Si tratta delle persone che erano nella lussuosa Audi A3 quando, nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo, l’imprenditore tarantino venne investito mentre stava tornando a casa dopo aver seguito la processione dell’Addolorata. Uno dei momenti più seguiti ed amati della Settimana Santa. L’impatto avvenne poco dopo che l’auto aveva valicato il centro del ponte girevole, e per Lucio non c’è stato scampo. E’ rotolato sul parabrezza, sfondandolo. Quindi è stato sbalzato sul selciato, urtando violentemente la testa sul cordolo di cemento. Ne sono seguiti momenti drammatici: gli uomini del 118 hanno soccorso il ciclista, il cui cuore ha ripreso a battere, ma dopo aver lottato tra la vita e la morte non ce l’ha fatta. A migliaia si presentarono sul sagrato della chiesa Santissimo Crocifisso per i funerali, chiedendo giustizia per Lucio, morto a 39 anni. Oltre trecento persone, poi, vollero partecipare ad una fiaccolata organizzata da amici e familiari, snodatasi per le vie del centro sino al luogo della tragedia. Ed è proprio lì, sul ponte simbolo dell’unione tra le due anime della nostra città, che vennero deposte corone di fiori e nastri rossi e blu, a testimoniare come questa tristissima vicenda abbia segnato profondamente la nostra città, che ha visto sporcata di sangue la Settimana del silenzio e della riflessione.

G.D.M.

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