27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 21:24:00

Cronaca

Il killer di Malcore dietro una rapina da 100.000 euro


TARANTO – Una rapina da centomila euro nel passato del killer di Francesco Malcore. E’ il sospetto che si sta facendo largo nei carabinieri che indagano sul drammatico assalto alla Unicredit di via Orsini, costato la vita alla sfortunata guardia giurata. Indagini culminate lunedì scorso nel fermo di Cosimo Taglio, tarantino di 36 anni, accusato di aver premuto il grilletto uccidendo Malcore proprio dinanzi all’ingresso dell’istituto di credito.

L’uomo, come si ricorderà, ha confessato di aver sparato quel maledetto 19 dicembre, ma ieri al varco dell’interrogatorio di convalida si è chiuso in un ostinato silenzio. A prescindere dalla strategia difensiva dell’inquisito finito dietro le sbarre, le indagini su delitto dei Tamburi non si potevano certamente bloccare al fermo del trentaseienne. C’è da identificare il secondo uomo del commando che agì quel giorno in via Orsini, anche se forti sospetti aleggiano su Francesco Colace, fermato con Taglio, ma con l’accusa di rapina ai danni di una sala giochi di Martina. Peraltro, gli inquirenti ipotizzano anche la presenza di un terzo uomo ai Tamburi che probabilmente fece da palo. Per questo il certosino lavoro di intellgence dei carabinieri è ripartito scavando nel passato criminale della nostra città, analizzando altri raid. Ed ecco che i riflettori degli investigatori si sono accesi sull’assalto all’ufficio postale di Paolo VI, messo a segno da un commando nel marzo di due anni fa. Quel giorno due malviventi si intrufolarono nel pubblico che attendeva l’apertura dell’ufficio. I banditi tirarono fuori le armi quando arrivò il furgone blindato che trasportava il denaro destinato ai pensionati del popoloso quartiere. Entrarono in azione mentre il blitz veniva coperto da un terzo complice armato sino ai denti. I vigilanti furono costretti a sdraiarsi per terra. I rapinatori afferrarono il bussolotto con il contante e fuggirono. Quel colpo fruttò ben centomila euro. In queste ore gli investigatori del nucleo operativo dell’Arma stanno rivisitando le testimonianze raccolte in occasione della rapina. Più di qualcosa sembra convergere sul possibile coinvolgimento di Taglio in quella rapina. Per avere certezze è troppo presto, ma è chiaro che provare la presenza dell’uomo in quell’occasione consentirebbe di aprire altri fronti d’indagine. Intanto questa mattina il gip Martino Rosati ha depositato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due indagati. Taglio, che è difeso dagli avvocati Emidio Attavilla e Salvatore Maggio, resta dentro per l’omicidio Malcore e non per la rapina di Martina, mentre Colace, che è difeso dall’avvocato Fabrizio Lamanna, per il colpo alla sala giochi.

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