02 Marzo 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Marzo 2021 alle 15:17:50

Cronaca

Antenne e ripetitori, “chi controlla l’inquinamento?”

La segnalazione di un nostro lettore che lancia l’allarme riguardo all’installazione di un impianto in via Giusti


“Sul territorio tarantino si assiste sempre più frequentemente all’installazione “selvaggia” di ripetitori, violando sia le norme legali in materia di distanze, sia le garanzie poste a tutela della salute. Questi ripetitori devono emettere una potenza che non può superare certi limiti fissati anch’essi in via legislativa”.

La segnalazione arriva dall’avvocato Massimo Felisatti, che ha scelto di scrivere alla nostra redazione per sollevare una problematica che sta tenendo con il fiato sospeso i residenti di diverse zone della città. In questo caso, si tratta dell’impianto installato in via Giusti, al civico 26.

“E’ il decreto che fissa la distanza legale minima, dalle abitazioni, in 70 metri, demandando all’Arpa il compito di fornire in via preventiva il parere riguardo al loro posizionamento (non si capisce bene in che modo venga fornito tale parere e quali sopralluoghi o misurazioni vengano effettuate) e quindi il Comune ad autorizzarne l’installazione. In altri termini – spiega l’avvocato – quindi una volta ottenuto il parere preventivo da parte dell’Aro, i gestori di telefonia hanno campo libero: se il Comune non autorizza l’installazione, rilasciando un’apposita concessione edilizia, non ottempera alle disposizioni del decreto. Ma la stessa Amministrazione, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini potrà sempre, in un successivo momento, emettere dei provvedimenti urgenti o chiederne la rimozione qualora vengano superati i limiti della normale tollerabilità”.

Quindi l’appello indirizzato a Comune e Regione. “Oltre all’inquinamento industriale, assistiamo in città anche ad un “poderoso” inquinamento elettromagnetico provocato dai ripetitori di telefonia, le cui onde oltre gravemente dannose per la salute dei cittadini sono anche di disturbo agli apparecchi elettrici ed alle televisioni. Quale la tutela, allora, per il cittadino? Quasi nessuna, in quanto, come ha avuto modo di chiarire l’Arpa, perla misurazione dei campi elettromagnetici è altresì ad intero carico del cittadino con una spesa che è di 463,74 euro come da deliberazione della Giunta regionale n. 829 del 2 luglio 2002 pubblicata sul Burp n. 98 del 31 luglio 2002”.

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