Cronaca

Una folla immensa. L’ultimo abbraccio a Fulvio

Nella nottata l’espianto degli organi al Santissima Annunziata. Migliaia di persone già in mattinata a rendere omaggio al feretro


Una folla immensa. Tutta per lui. Per Fulvio Fanigliulo, 35 anni, lo sfortunato edicolante che ieri, com’è noto, ha cessato di vivere dopo due settimane di agonia all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Prima del funerale, nella Chiesa Don Bosco, alle 15,30 di oggi, un fiume di persone, già in mattinata, si è recata alla stessa Don Bosco, dove svettava la bandiera della “Pgs”, la Polisportiva Giovanile Salesiani, di cui Fulvio era educatore sociale e tesserato.

Il suo altruismo, la sua generosità, la sua trasparenza e l’amore per la vita e per i giovani. Il suo attaccamento all’adorata famiglia, alla moglie, al piccolo figlio e a quello in arrivo avevano fatto di Fulvio un esempio. Un esempio per tutti. I suoi gesti saranno da imitare. E il suo altruismo vive con la decisione della famiglia di espiantare gli organi di Fulvio.

In nottata, all’ospedale Santissima Annunziata, dopo l’ok dell’apposita commissione, è avvenuta la delicata operazione. Cornee, reni, fegato e cuore, tutti organi espiantati che faranno rivivere altre persone.

A San Giovanni Bosco, nel pomeriggio, una folla immensa. L’arrivo dei vertici dei Padri Salesiani, dei tanti amici con i quali, nell’Oratorio, Fulvio aveva condiviso gli anni della sua gioventù.

Appassionato di calcio, di sport in genere, parodista, Fulvio aveva svolto la sua attività di edicolante in via Pupino, nel pieno centro cittadino di Taranto. Ma anche a Lido Gandoli. Amava andare in bicicletta, e questa passione gli è stata purtroppo fatale. Il primo aprile scorso, in via Pacoret di Saint Bon, nei pressi dell’arsenale della Marina Militare, la tragedia. Fulvio procede in bici e, all’improvviso, viene travolto dal portellone laterale di un bus extraurbano. Il soccorso, l’arrivo dei sanitari del “118”, la corsa in ospedale. Fulvio, politraumatizzato, viene ricoverato nella sala di rianimazione.

E’ in coma, le lesioni cerebrali sono devastanti. La sua fibra, forte, alla fine non resiste. Ieri mattina, com’è noto, la notizia della sua morte.

Una morte terrena, perchè quella celeste continua. Fulvio continuerà a sorridere da lassù, a stare vicino alla moglie, al figlio e all’altro che è in arrivo. E a tanti, tantissimi amici.

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