22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 16:48:29

Cronaca

“Bene Agraria a Lecce, ma si riapra Maricoltura a Taranto”

La richiesta dell'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Fabrizio Nardoni


«Condivido l’impegno che sul fronte salentino si sta compiendo per l’istituzione della facoltà di Agraria a Lecce, segno di una legittima aspirazione di quel territorio a puntare tutte le sue energie giovani verso la formazione propedeutica all’avvio di un nuovo modello di sviluppo, ma a questo punto credo che una discussione più ampia debba aprirsi sul fronte dell’offerta formativa del sistema universitario pugliese, a cominciare dal recupero immediato dei corsi di Maricoltura, Acquacoltura e Igiene dei prodotti Ittici che fino a quattro anni fa erano ospitati nell’antico Palazzo Amati nella città vecchia di Taranto».

In una nota stampa l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, riapre l’antica battaglia rivendicativa che per molto tempo riguardò la sede distaccata di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari a Taranto. Un corso cancellato nell’offerta formativa dell’Università Aldo Moro da circa quattro anni e che pure era stato pensato proprio per assecondare le potenzialità legate al mare del capoluogo ionico. 

«Un anno fa anche l’ultimo presidio del corso che era a Palazzo Amati è stato smantellato – dice Nardoni – da quel momento in poi le intemperie e i continui furti hanno fatto il resto cancellando anche il passaggio di quell’idea che poteva segnare il cambio di passo della città, che come molti ricorderanno dal direttore del corso di laurea, il prof. Cosimo Sebastio, era stata anche candidata a diventare anche sede internazionale di un centro di recupero della fauna protetta. Credo che questo percorso debba essere ripreso con il recupero pieno di Palazzo Amati che da tempo candidiamo a Museo del Mare, ma anche con il ritorno delle lezioni di Maricoltura e la valorizzazione di quell’idea che Sebastio prima e la Jonian Dolphin Conservation sono stati in grado di tradurre in vera opportunità per Taranto di immaginarsi finalmente in maniera differente».
 

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