02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

100mila euro! Le due facce della Provincia


TARANTO – “Con questo progetto, che finanziamo con 100mila euro, intendiamo contribuire al completamento del quadro conoscitivo ambientale”. L’assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva annuncia lo stanziamento di 100mila euro per l’indagine epidemiologica. Per i neofiti delle questioni ambientali l’indagine epidemiologica serve ad acclarare le condizioni ambientali del territorio e le implicazioni di natura sanitaria dell’inquinamento.

“La giunta provinciale – si legge in una nota di Conserva – ha adottato lo schema di accordo di collaborazione con l’azienda sanitaria locale di Taranto per l’effettuazione di una campagna sanitaria di screening mediante lo sviluppo del progetto di ricerca “Indagine epidemiologica nell’area a rischio ambientale di Taranto”, redatto dalla medesima Asl. Con questo progetto, che finanziamo con 100mila euro, intendiamo contribuire al completamento del quadro conoscitivo ambientale dell’area, in linea con gli obiettivi di reperimento, organizzazione e condivisione dei dati storici e conoscitivi del territorio e dell’ambiente, previsti dall’Accordo di Programma dell’11/04/2008 per “l’area industriale di Taranto e Statte” promosso dal Ministero dell’Ambiente ai sensi del comma 20 dell’articolo 5 del D. Lgs. 59 del 18/02/2005””. Bene, bravo bis. Un intervento, quello messo in campo dalla Provincia, che strapperebbe l’applauso anche al più fervido oppositore se non fosse che, l’Ente provinciale, da una parte autorizza l’ampliamento della Cementir e sembra intenzionata a dare l’ok ai progetti dell’Eni e dall’altra finanzia una indagine epidemiologica. Una contraddizione in piena regola visto che, per stessa ammissione dell’Eni, con il progetto Tempa Rossa si registrerà un aumento dell’8% delle emissioni inquinanti. “Gli obiettivi da raggiungere – spiega Conserva – sono i seguenti: Analisi descrittiva della distribuzione delle malattie sul territorio comunale e provinciale; Georeferenziazione dei casi di malattia sul territorio comunale e provinciale; incrocio dei dati sanitari con i dati ambientali e la costruzione di mappe epidemiologiche; stima del rischio per la salute dei residenti nel sito inquinato di Taranto e confronto delle stime tra i quartieri del Comune di Taranto. E ancora: standardizzazione delle stime in base agli indici di deprivazione socio-economica”. Quindi una Provincia a due facce. Da una parte si dà campo libero all’ampliamento degli insediamenti produttivi di Eni e Cementir e dall’altra si finanzia una indagine epidemiologica nell’area a rischio ambientale di Taranto.

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