14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Marina e appalti, la verità dai computer sequestrati

Durante le perquisizioni eseguite in 4 aziende i carabinieri hanno acquisito documentazione utile per le indagini


Mazzette per gli appalti militari: la verità nei computer sequestrati, dai carabinieri, negli uffici di quattro aziende che hanno avuto rapporti di lavoro con  il capitano di fregata, Roberto La Gioia, arrestato quasi un mese fa nella base navale.

I file che si trovano nei computer e il contenuto delle carte acquisiti dagli investigatori della Compagnia di Taranto diretti dal tenente Pietro Laghezza potrebbero portare a  sviluppi importanti e clamorosi. Roberto La Gioia, 45 anni, tarantino, ufficiale della Marina militare, comandante del quinto reparto di Maricommi, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale il 12 marzo scorso con l’accusa di concussione.

L'indagato fu preso in flagranza di reato nella base navale di Chiapparo subito dopo aver ricevuto da un imprenditore una busta contenente 2.000 euro in contanti, somma che rappresenterebbe solo una tranche di una tangente imposta per emettere mandati di pagamento ad un’azienda che ritira e tratta le acque si sentina dalle unità militari alla fonda nei porti di Taranto e Brindisi.

Gli investigatori dell’Arma coordinati dal sostituto procuratore Maurizio Carbone  sospettano che il militare abbia chiesto il 10 per cento dei profitti (che ammonterebbero a 150.000 euro) derivanti dal servizio svolto nell’ambito dell’appalto e non escludono il coinvolgimento di altre persone.

E proprio ieri sono state  eseguite perquisizioni in quattro aziende. Hanno sequestrato computer e documenti che sono al vaglio del magistrato che coordina le indagini.

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