27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 18:57:00

Cronaca

Parte da Taranto la nuova caccia ai beni dei boss


TARANTO – Un nuovo codice, più “aggressivo” , con l’obiettivo dichiarato di colpire duro i boss dove più fa male: nel loro patrimonio. Lo Stato si mette a caccia dei patrimoni di mafiosi e pregiudicati, e lo fa partendo da Taranto. In provincia, infatti, è stato eseguito il primo sequestro patrimoniale secondo le direttive del decreto legislativo numero 159/2011, il ‘Nuovo Codice Antimafia’.

L’operazione è stata messa a segno nei giorni scorsi dai militari della Tenenza Guardia di Finanza di Manduria, che hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale ponendo sotto sequestro terreni ed autoveicoli risultati nella disponibilità di un pluripregiudicato di San Marzano di San Giuseppe, con precedenti penali per reati contro il patrimonio ed in materia di armi, per estorsione e per associazione di stampo mafioso. Alla base del provvedimento, li indagini eseguite sfruttando le nuove disposizioni legislative, che hanno portato alla luce il reale patrimonio del pregiudicato, il quale, pur risultando formalmente pressochè nullatenente, poteva disporre di beni e proprietà intestati a familiari e ad una società a lui riconducibile. Attraverso un certosino lavoro di intelligence finanziaria, le Fiamme Gialle hanno focalizzato la propria attenzione sulla condizione economica e di reddito, e sull’effettivo tenore di vita del pregiudicato sammarzanese, appurando che una parte rilevante del suo patrimonio, pari ad almeno 130.000 euro circa, sia da ritenere il frutto o il reimpiego di proventi di attività e di traffici illeciti perpetrati nel tempo. L’attività investigativa ha inoltre ricostruito il profilo di pericolosità sociale del pregiudicato colpito dal provvedimento, e le sue ripetute frequentazioni con altri pregiudicati della provincia di Taranto. Elemento, è stato spiegato dal Comando provinciale della Guardia di Finanza, “che depongono per un suo stabile inserimento negli ambienti della criminalità locale”. Come detto, la particolarità dell’operazione è quella di essere stata caratterizzata dall’utilizzo della nuove disposizioni di contrasto alla criminalità organizzata. Strumenti legislativi quali l’utilizzo di un nuovo, efficente database, e di un incisivo sistema di controlli incrociati che permette di ‘inchiodare’ i malavitosi. Da segnalare come, ad ogni buon conto, il legale del pluripregiudicato, l’avvocato Luigi Danucci, abbia presentato ricorso contro la misura di prevenzione patrimoniale. G.D.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche