16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Cronaca

Bancarotta milionaria: c’è l’udienza


Soldi

TARANTO – Fondi dell’azienda ‘distratti’ per arredarsi casa. Succede a Taranto, dove un imprenditore rischia il rinvio a giudizio per una bancarotta fraudolenta da circa cinque milioni di euro. La richiesta di processo, firmata dal pubblico ministero dottor Remo Epifani, approderà il prossimo 23 febbraio sulla scrivania del giudice dell’udienza preliminare.

Secondo l’accusa, l’imprenditore – la cui azienda è stata dichiarata fallita nel luglio del 2005 – avrebbe “distratto o comunque occultato in pregiudizio dei creditori beni aziendali ed in particolare attrezzature e materie prime (in parte presso la sede di una società a lui ricondubile) ed altri beni non potuti individuare”. Sempre secondo il pm l’imputato “prelevava dalle casse sociali ingenti somme di denaro per scopi estranei all’oggetto sociale, tra i quali la dotazioni di arredi per l’abitazione sita a Talsano occupata unitamente insieme alla convivente e socia”. Nel richiedere il processo, il dottor Epifani annota ancora: l’imprenditore tarantino “allo scopo di recare pregiudizio e di procurarsi ingiusto profitto, distruggeva parte della documentazione amministrativa e contabile della società, e teneva altra parte della documentazione contabile in maniera irregolare ed incompleta, così da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, con le aggravanti di avere cagionato danno di particolare gravità e di avere commesso più fatti di bancarotta”. La curatela fallimentare è stata identificata come persona offesa; alla base della richiesta di rinvio a giudizio ci sono anche delle dettagliate informative della Guardia di Finanza. L’imputato è assistito dall’avvocato Giuseppe Lecce.

G.D.M.

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