20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Cronaca

Rubano ferro all’Ilva, in tre finiscono in manette

Due fratelli e il figlio di uno dei due arrestati dagli agenti della Squadra Mobile. Sul loro furgone pezzi di nastro trasportatore e spezzoni di travi


Scoperto un altro furto ai danni dello stabilimento Ilva.

Questa volta a finire nella rete sono stati i fratelli Bruno e Giovanni Lupoli di cinquantacinque e cinquantatrè anni e il figlio di Bruno, Giuseppe di trentacinquenne anni. Nel pomeriggio di ieri  sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile.

I poliziotti in borghese impegnati in un giro di perlustrazione nella zona industriale,  sulla strada che conduce a Statte hanno notato uscire da un cancello secondario dello stabilimento siderurgico un autocarro Fiat Daily, vistosamente sovraccarico, condotto da Bruno Lupoli. Nella cabina di guida c’era anche Giuseppe Lupoli. Poco distante  Giovanni Lupoli era intento a chiudere il lucchetto del cancello. Gli agenti, insospettiti, hanno bloccato il furgone e dopo le operazioni di identificazione hanno accertato che a bordo vi erano rulli per nastri trasportatori, spezzoni di travi, tondini di ferro ed altro materiale di carpenteria.

Immediati accertamenti hanno consentito di verificare che il terzetto si era impossessato poco prima del  materiale all’interno dello stabilimento Ilva, accedendovi attraverso i cancelli. I Lupoli sono stati inoltre trovati in possesso delle chiavi che aprivano i lucchetti. Il carico di materiale ferroso del peso di 45 quintali è stato restituito successivamente ai responsabili dello stabilimento, mentre i tre sono stati condotti  presso le rispettive abitazioni, dove rimarranno in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La settimana scorsa sempre  la polizia aveva arrestato altre tre persone che avevano  rubato 3 quintali di cavi di rame  che all'Ilva. Gli agenti erano  intervenuti dopo la segnalazione degli addetti alla vigilanza  che avevano notato tre uomini, i quali dopo aver scavalcato la recinzione dello stabilimento, si erano introdotti in un capannone di una ditta dell’appalto e avevano  rubato cavi elettrici .Dopo aver ammassato  alcune matasse di cavi, le avevano caricate su un furgone di proprietà della stessa ditta presa di mira  ed   erano  uscire dallo stabilimento.

La polizia li aveva  bloccati restituendo la refurtiva alla ditta proprietaria del rame.

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