21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 18:53:00

Cronaca

Dalla scuola per l’infanzia all’università, crollo delle iscrizioni in Puglia

L'allarme della Cgil: non solo diminuzione delle nascite, ma anche la nuova fuga dal Sud


«L’organico del personale docente della scuola dell’ infanzia e primaria in Puglia, per effetto del calo delle iscrizioni continua a diminuire. I posti in organico di diritto per il 2014/15, infatti, si ridurranno di 61 unità nella scuola dell’infanzia e di 198 unità nella scuola primaria, a causa di una perdita, rispettivamente, di oltre 1500 alunni nell’infanzia e 3200 nella primaria».

A lanciare l'allarme è Claudio Menga, responsabile dei Lavoratori della conoscenza della Cgil Puglia.

«Nella scuola primaria – spiega – si rafforza ulteriormente il tempo pieno, con una tendenza che dura ormai ininterrotta da parecchi anni; dal 16,39% dello scorso anno passa ad interessare il 17,09% delle classi, dato che conferma un gradimento molto alto delle famiglie nei confronti di questo modello di tempo scuola e conferma la bontà delle nostre battaglie per continuare a difenderlo, insieme a quelle amministrazioni comunali che, pur tra mille ristrettezze, si sforzano di assicurare i necessari servizi di supporto (mensa e trasporto)».

«Forte si prevede anche il calo del numero degli alunni nella secondaria di primo grado – precisa la Cgil Puglia -, con prevedibile consistente taglio anche su questo ordine di scuola, poiché in Puglia il dato, complessivamente in calo, delle iscrizioni, è concentrato soprattutto nei settori della primaria e della secondaria di 1° grado».

«Va osservato che il dato sul calo delle iscrizioni, poiché caratterizza ormai strutturalmente soprattutto le regioni meridionali – prosegue la nota -, non può che dipendere, oltre che dal crollo delle nascite, anche dall’esodo di tante giovani famiglie verso altre regioni: nel silenzio mediatico è già ripartito, ormai da qualche anno, un grande flusso di emigrazione dal Sud del Paese.
E intanto cattive notizie giungono anche sul fronte universitario visto che l’ANVUR  – Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e la ricerca – denuncia un calo delle immatricolazioni che nel Mezzogiorno arriva fino al 30% a fronte del 10% del Nord: sembra quasi che i giovani del Mezzogiorno abbiano smesso di considerare la formazione come un’opportunità di crescita per sé e per i propri figli».

A fronte di questi dati, la FLC Cgil Puglia ritiene che «anche per salvaguardare i livelli di organico, la nostra Regione debba investire in un grande progetto di recupero delle decine di migliaia di giovani inoccupati e fuori da tutti i percorsi di studio e formazione, i cosiddetti Neet, la cui percentuale si avvicina in Puglia al 30% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni».

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