Cronaca

“Porto, Taranto rischia l’ennesima umiliazione”

Il comandante Cimaglia sulla possibile cancellazione dell’Authority: “Siamo l’avanguardia delle battaglie perse”


“Mi auguro e auguro al nostro porto e alla nostra Taranto che ci venga risparmiata un’altra umiliazione”. E’ quanto afferma il comandante Gennaro Cimaglia, responsabile del settore marittimo portuale del Mac ed ex pilota del porto, che commenta le voci riguardanti la possibile cancellazione dell’Autorità portuale di Taranto. Il tutto nell’ambito della riforma degli enti di gestione che potrebbe portare al dimezzamento delle Authority.

«Il porto (famoso volano di sviluppo) corre il rischio di perdere l’Autorità portuale e solo per motivi politici; pur essendo il terzo in Italia per tonnellaggio di movimentazione merci, ed il primo per retroportualità fruibile da ciglio banchina. Nel nord Adriatico – spiega Cimaglia – Venezia e Trieste conserveranno l’Autorità portuale, nel nord Tirreno Genova e Savona altrettanto e in Puglia dei tre porti maggiori, solo uno sarà sede di Autorità portuale, e al momento sembrerebbe Bari quello in “pole position”».

«I politici nostrani e Camera di Commercio, Assindustria, Assoartigianato, trasporti, operatori portuali – prosegue -, tutti hanno perso la voce?  Solo il Sindaco, il Propeller Taras Club, alcuni sindacati ed il Movimento d’Azione Cittadino e Fondazione Taranto stanno esternando la loro preoccupazione. Non si tratta assolutamente di una questione di campanile, infatti se a decidere fossero gli addetti ai lavori con competenze specifiche, non ci sarebbero problemi; non è purtroppo così. Giovedì 15 aprile, in senato, si è trattata anche la questione delle Autorità portuali. Senatori del Veneto, della Liguria e altre Regioni hanno esposto i loro desiderata. Per Taranto, invece, silenzio assoluto. Siamo l’avanguardia delle battaglie perse: vedi Distripark, zona ottima per continuare a coltivare patate, così come per Agromed, alla “Vittorio Veneto” buon viaggio per Trieste. La Concordia si vuole demolirla a Taranto ma non si fà neppure l’offerta e si dice che non si è avuto l’appoggio politico, ignorando forse che la nave è di proprietà privata e che il privato bada alle entrate ed uscite. A Taranto sono previsti licenziamenti, mentre a Spezia l’arsenale assumerà. Noi di Fondazione Taranto e Mac, abbiamo innescato la miccia per il “porto franco”, che per il momento resta solo un discorso locale, visto che nessuno di coloro che siedono in parlamento ha raccolto questa sfida. Va comunque dato atto al consigliere regionale Martucci di essere intervenuto sulla questione e ai consiglieri comunali Capriulo e Vietri di aver portato l’argomento in Consiglio comunale».

«Da rilevare – conclude – che il solo europarlamentare Pittella ha dato la sua disponibilità ad impegnarsi in sede europea per il “porto franco” Taranto».

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