Ilva, piace il brevetto antidiossina | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Ilva, piace il brevetto antidiossina

Elettrofiltri: è in fase di sperimentazione il progetto che vede protagonisti l’architetto Di Noi e il geometra Rocco Rizzo


E’ in fase di sperimentazione il progetto (già visionato in commissione Ambiente del Comune di Taranto su espressa richiesta del presidente della stessa, il consigliere comunale Enzo Di Gregorio) per l’abbattimento di polveri e sostanze inquinanti, generate da processi termici e post-combustione in generale, mediante l’azione combinata di un economico processo duale termo-idraulico promosso da un gruppo di lavoro formato dallo Studio di ingegneria Di Noi & Partners, dalla Pro Ingenio srl e dal geometra Rocco Rizzo.

Il progetto, depositato nei mesi scorsi a Roma all’Ufficio brevetti, è stato trasmesso dal presidente della commissione Ambiente del Comune di Taranto agli uffici competenti della Regione Puglia e all’Arpa.

Sostenuto dal sindaco Ezio Stefàno, ma anche da chi, come l’arcivescovo Filippo Santoro si batte per una fabbrica sempre più ecocompatibile,  il progetto prevede in particolare due processi di abbattimento (con eventuale produzione di energia elettrica/termica) per cui attraverso una prima fase, supportata da getti di vapore (in parte generati dall’energia stessa dei gas di processo) si garantisce l’eliminazione delle particelle in dispersione comprese le PM10 (Particulate Matter – particolato dalle dimensioni di 10 x m-), ed in coda a tutti i processi termici la nebulizzazione di soluzioni di ammoniaca per l’abbattimento degli NOx (Ossidi di Azoto, pericolosi per la salute umana, irritanti e causa di gravi patologie a carico dell’apparato respiratorio -bronchiti, allergie, irritazioni, edemi polmonari-) da sfruttare però solo in coda alla catena dei processi termici.

Successivamente con processi di termodistruzione -garantiti da speciali letti in pietra lavica e carboni attivi nei quali vengono incanalati i fumi ripuliti dal particolato- si delinea l’eliminazione delle sostante tossiche come diossine e catene aromatiche in generale. Tale sistema, non invasivo, può facilmente essere adottato su realtà esistenti con importanti risultati in termini di riduzione di emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera.

Nella sostanza il processo è così scomposto: aspirazione dei fumi molto caldi, attraverso delle calotte e tubazioni in terracotta (realizzabili anche da artigiani della città delle ceramiche di Grottaglie) collocate sulle sommità dei camini. Convogliamento, su opportune tubazioni, dei fumi e degli inquinanti, per portarli in una stazione di “lavaggio” posta a piano terra. Produzione di vapore, che opportunamente convogliata, genera benefici effetti di depressione che migliorano l’aspirazione dei fumi in cima ai camini. Il vapore, dotato di una certa energia cinetica, successivamente si “scarica” della sua energia e delle particelle di particolato in seguito alla collisione su particolari barriere. I fumi umidi e ripuliti dal particolato vengono fatti confluire in opportuni sistemi di termodistruzione che ne abbatteranno le eventuali componenti inquinanti.

Il fatto che i fumi siano stati già ripuliti dal particolato garantisce che le “camere” non vengano contaminate e sporcate in brevi periodi, ottimizzandone così la durata nel tempo dell’intero sistema di abbattimento e riducendone notevolmente i costi di manutenzione.
All’uscita di tali sistemi ci saranno solo delle emissioni prive di inquinati e perticolato, che non potranno più nuocere all’ambiente e alla città di Taranto. Il risultato più rilevante dell’intero progetto è comunque la possibilità di utilizzare un solo sistema di abbattimento in asservimento a più “camini” diversamente dai sistemi tradizionali che prevedono un abbattitore per camino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche