19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Il procuratore Sebastio: “Allarme furti e rapine”


TARANTO – Rapine e furti in aumento. Racket e usura restano fronti caldi, soprattutto perchè dietro sembra esserci la mano del crimine organizzato. Il procuratore capo Franco Sebastio non indossa i panni del pompiere. Anzi. Nella conferenza stampa organizzata per rendicontare l’attività della sua procura nel 2011 lancia allarmi tutto sommato prevedibili. Ma non per questo meno preoccupanti. Il numero uno del terzo piano di palazzo di Giustizia ha sciorinato numeri su numeri per testimoniare l’impennata dei casi di rapine e furti.

L’anno alle spalle è stato costellato di episodi criminosi, culminati nel drammatico assalto alla Unicredit dei Tamburi, durante il quale venne assasinato il vigilante Francesco Malcore. “Non è un allarme che riguarda solo Taranto e chiaramente la crisi economica che si sta vivendo ha un peso in questo aumento di reati contro il patrimonio. Per quando riguarda la città nel fenomeno si rispecchiano i problemi atavici della nostra comunità”. E con i dovuti distinguo, quindi, vanno fatti i conti con le trecento rapine consumate nei dodici mesi alle spalle, e con una media giornaliera di furti che fa rabbrividire. “I furti sono un numero sconfinato” – ha ammesso il procuratore Sebastio che ha anche denunciato la perdurante crisi di organici che tormenta il lavoro della sua procura. “Rispetto alla pianta organica abbiamo quattro sostituti in meno. Dovrebbero essere diciassette, ma in realtà al momento ve ne sono solo tredici. A maggio – ha annunciato – una della falle verrà turata con l’arrivo in servizio di un collega che sta ultimando il periodo di tirocinio. Nonostante le carenze , che riguardano anche il personale amministrativo, è stabile il numero dei procedimenti definiti ed il saldo sarebbe stato certamente positivo se avessimo potuto contare anche sulle unità che purtroppo continuano a mancare”. Sebastio, poi, è passato all’esame dei fenomeni di racket e usura, da sempre autentici cancri della nostra realtà e per converso ambiti redditizi per organizzazioni criminali. “Per quanto riaguarda racket e usura – ha detto il procuratore capo – i numeri dei procedimenti e delle denunce lasciano il tempo che trovano. Certamente non rispecchiano la realtà. L’esperienza ci dice, infatti, che le vittime di questi reati denunciano poco”. Ma non è soltanto questo a preoccupare Sebastio. E’ evidente che altre informazioni e indicatori impongono di puntare i riflettori proprio su queste fattispecie di reato, per i quali, peraltro, all’indomani del suo insediamento, Sebastio diede vita ad una sezione specializzata. “E’ forte – ha spiegato il procuratore – il sospetto che dietro queste attività criminose particolamente redditizie, ci siano sacche di gruppi o organizzati o in via di organizzazione”. Un allarme che va a braccetto con circostanze oggettivi: ovvero dal carcere stanno uscendo, dopo aver scontato pene lunghissime, calibri di primo piano della mala storica. Persone dalle quali è ovvio attendersi un ritorno al passato. Il procuratore, infine, ha aggiunto che il “pericolo mafioso” al momento è ancora lontano anche se, ha specificato in maniera sibillina, “in quest’ottica il 2012 sarà un anno cruciale”. Detto dell’aumento dei reati a sfondo sessuale, nota positiva del resoconto del procuratore i successi messi a segno dalle forze dell’ordine. Un esempio su tutti: l’aver individuato il responsabile dell’omicidio di Francesco Malcore.

Mario Diliberto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche